Derivazioni idriche – FAQ

[1] A chi e’ rivolto il Regolamento?

Il Regolamento risponde alla necessità di compiere valutazioni ambientali  rispettose dell’art.12 bis del Testo Unico sulle acque, così come modificato dall’art. 96, c. 3, del D. Lgs. 152/2006 e quindi è rivolto alle Amministrazioni concedenti (Regioni).

[2] A quali procedure di derivazione idrica si applica il regolamento?

Il regolamento si applica a tutte  le tipologie di derivazione di acque superficiali e sotterranee, attingimenti compresi, presentate dalla data di comunicazione della delibera di approvazione. Tuttavia, poiché il regolamento  risponde alla necessità di compiere valutazioni rispettose dell’art.12 bis del Testo Unico sulle acque, così come modificato dall’art. 96, c. 3, del D. Lgs. 152/2006, si evidenzia l’opportunità di estendere la sua applicazione anche alle istanze ancora in corso.

[3] Come individuo i corpi idrici e relativo stato ambientale?

I corpi idrici, superficiali e sotterranei, del distretto dell’Appennino Settentrionale sono disponibili a seguente indirizzo: http://www.appenninosettentrionale.it/eis2/quadro.php?lingua=ITA

[4] Cosa si intende per corpo idrico?

E’ un corso d’acqua designato ai sensi del dm 131/2008. Se sul corpo idrico designato non è ancora attivato o non sono  disponibili i risultati del monitoraggio,  il corpo idrico è definito  non classificato 

[5] Cosa si intende per corso d’acqua non tipizzato?

Corso d’acqua non designato come corpo idrico ai sensi del DM 131/2008.

[6] Cosa si intende per bacino sotteso?

E’ il bacino idrografico a monte del punto di presa o della sezione in cui viene effettuata la valutazione.

[7] Su che periodo va inteso il valore di portata media naturalizzata Qn da utilizzare (annuo, stagionale, mensile, ecc.)?

Per le derivazioni esercitate con continuità per tutto l’anno, la Qn media è riferita all’anno (solare) o alla Qm estiva. Per le derivazioni con esercizio stagionale, la Qn media è da riferirsi al valore medio stagionale, calcolato sulla base dei valori medi mensili.

[8] Dove trovo la Qn?

Per i CI naturali, la portata naturalizzata da utilizzare è quella fornita dagli strumenti ufficiali più aggiornati (es. Piano regionale di Tutela delle Acque, Piano Bilancio idrico, Annali Idrografici, strumenti modellistici validati,  ecc…) nella sezione idrografica in cui viene effettuato il prelievo. In mancanza di tale valore, essa andrà ricostruita  mediante le formule di regionalizzazione e/o le metodologie utilizzate negli strumenti stessi, basandosi preferibilmente sulle più vicine sezioni idrografiche nelle quali sono disponibili i valori ufficiali.

Nel caso delle sorgenti, appare congruo utilizzare la portata effettivamente sgorgante dalla sorgente stessa. Tale valore è ottenibile prioritariamente da misure dirette di portata (in numero idoneo a rappresentare l’andamento stagionale della portata della sorgente) oppure mediante studio idrogeologico o giudizio esperto.

Nel caso dei CI artificiali, la portata da utilizzare è quella media di concessione  o quella ricostruita mediante misure o metodologie ufficiali.

[9] Cosa si intende per cumulo prelievi ΣP?

E’ la somma dei prelievi dissipativi nel bacino sotteso + prelievo (dissipativo o non dissipativo) in progetto. Se nel bacino sotteso ci sono significativi prelievi da subalveo tramite pozzi o gallerie drenanti, tali quantitativi sono da includere nella somma.

[10] Cosa si intende derivazione dissipativa o non dissipativa?

Ai fini del presente regolamento, si intende come derivazione dissipativa  un prelievo senza restituzione o con restituzione parziale. La derivazione non dissipativa è un prelievo con restituzione pressoché totale. Ai fini del presente le derivazioni idroelettriche ad acqua fluente sono sempre considerate non dissipative.

[11] Cosa si intende per tratto omogeneo?

E’ un  tratto di un corpo idrico o di corso d’acqua  comprendente la derivazione ed esteso a monte e a valle della stessa, fino all’individuazione di uno dei seguenti punti di discontinuità:

  • configurazione del fondovalle: passaggio da tratti fluviali confinati (che scorrono fra due versanti) a semi-confinati (che scorrono fra due versanti con lembi di pianura alluvionale), a non confinati (che scorrono in ampia pianura alluvionale);
  • variazioni di portata prodotte da confluenze di corsi d’acqua il cui bacino è almeno un terzo dell’area del bacino sotteso nel punto di prelievo;
  • variazioni di portata causate da  immissioni di portata confrontabile con quella del corso d’acqua;
  • elementi antropici rilevanti: dighe, tratti fortemente artificializzati.

[12] E per tratto sotteso?

E’ il tratto di corso d’acqua compreso tra opera di presa e punto di restituzione. Nel caso sia prevista la realizzazione di una nuova opera trasversale (o la modifica di una esistente), con  alterazione dei livelli idrici di monte, il tratto interessato dall’alterazione dei livelli è da includere nella lunghezza. Se il nuovo tratto sotteso si trova a distanza  minore di dieci volte la larghezza media dell’alveo da un tratto sotteso esistente, la lunghezza da considerare è pari alla lunghezza del tratto sotteso  esistente  e di quello in  progetto compresi i tratti interclusi tra essi.

[13] Nel caso di domande di derivazione esterne a corpi idrici sotterranei classificati, come si procede? 

Nel caso in cui è richiesto un prelievo tramite pozzo fuori da corpo idrico sotterraneo  classificato,  l’ammissibilità è valutata sulla base del quadro conoscitivo disponibile e sulle caratteristiche ed effetti indotti dal prelievo.

[14] Come mi comporto in mancanza del valore di uno o più parametri o informazioni previsti nella procedura? 

Qualora gli indicatori necessari per l’applicazione del Regolamento di cui agli allegati A e B risultino indisponibili o solo parzialmente disponibili, la valutazione del rischio ambientale per le componenti relative può essere effettuata mediante l’utilizzo di un giudizio basato sulle conoscenze e sulle competenze tecniche acquisite dalle pregresse valutazioni.