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Bisagno in sicurezza: posata l’ultima porzione della soletta di copertura. Un passo cruciale per la mitigazione del rischio idraulico nella città di Genova

Genova, 7 maggio 2021 – Un importante passo avanti negli interventi sul Torrente Bisagno e sul Torrente Fereggiano, fondamentali per la mitigazione del rischio idraulico nella città di Genova. Questa mattina è stata posizionata l’ultima porzione della nuova soletta di copertura del torrente Bisagno: un’opera inserita nel Piano stralcio aree metropolitane del 2015 e prevista negli strumenti di pianificazione di bacino. In particolare l’opera rientra nel Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale, il cosiddetto PGRA, vigente dal 2015 e che vedrà definitivamente la luce, nella sua veste aggiornata, a dicembre 2021.

Il Piano, fortemente voluto dall’Europa con la direttiva 2007/60/CE, approccia le problematiche idrauliche dal punto di vista della gestione del rischio, da realizzare attraverso la combinazione di grandi interventi strutturali come quello sul Bisagno con misure a carattere non strutturale, di tipo preventivo o di protezione civile.

«Quest’opera è un risultato storico per Genova e la Liguria, che attendevano da oltre 50 anni – dichiara l’assessore regionale alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone – un traguardo fondamentale per la messa in sicurezza idraulica della città. Si tratta di un cantiere imponente, portato a termine grazie al lavoro di moltissimi uomini e donne, a cui va il mio più sincero ringraziamento, senza i quali questo significativo traguardo non sarebbe stato raggiunto. Grazie a questa gigantesca operazione di ampliamento dell’alveo, la portata diventa di 850 metri cubi d’acqua al secondo – ha aggiunto Giampedrone – Affiancando a questi i 450 metri cubi al secondo che saranno garantiti dallo Scolmatore del Bisagno, opera che è in realizzazione, si raggiungeranno i 1.300 metri cubi al secondo. In questo modo riusciremo a ridurre molto il rischio idraulico, in una città che è stata già colpita da troppi eventi alluvionali».

«Il completamento di un’opera come questa – ha detto Massimo Lucchesi, Segretario Generale dell’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale, che è stato invitato all’inaugurazione dal presidente della Regione Toti e dall’assessore Giampedrone – non può che rafforzare la comune volontà degli enti di continuare a lavorare insieme per la messa in sicurezza del territorio». Una sinergia che l’Autorità sperimenta giorno dopo giorno attraverso la predisposizione dei propri strumenti di pianificazione e programmazione.

«Opere strategiche come questa necessitano della massima collaborazione tra tutti i livelli – ha aggiunto Lucchesi -. L’Autorità è stata più volte chiamata ad esprimersi sul progetto dell’opera per valutarne la conformità agli obiettivi di Piano, requisito fondamentale per il finanziamento delle opere in materia di rischio idrogeologico. Grande soddisfazione, dunque, per quanto visto oggi e un invito ad andare avanti sulle grandi opere come questa, ma anche sui piccoli interventi e sulle opere di manutenzione, altrettanto importanti per il territorio in una prospettiva di approccio integrato contro il dissesto idrogeologico».

Il rapporto di collaborazione con la Regione Liguria è stato di recente rafforzato con la proroga dell’intesa di avvalimento per la gestione dei bacini liguri sulle tematiche della difesa del suolo e della tutela delle acque. Una sinergia che porterà, entro il 2021, a rivedere gli approcci dei Piani di assetto idrogeologico nella nuova prospettiva di gestione del rischio cui si ispira il PGRA. Su questo fronte, il lavoro è appena iniziato. Oggi stesso è in programma una riunione con gli uffici regionali della difesa del suolo per affrontare tali tematiche.

«Oltre alla protezione e quindi all’attuazione delle opere come quella sul Bisagno, l’Autorità è impegnata sul piano della prevenzione – conclude il segretario generale Massimo Lucchesi -. L’obiettivo è garantire una gestione sempre più omogenea e coordinata in materia di acqua, frane e alluvioni sull’intero territorio distrettuale, dalla Toscana alla Liguria, arrivando a semplificazioni anche normative, in chiave di efficientamento dell’azione amministrativa».


Giornata Mondiale della terra: il webinar su “L’Arno che verrà” – 22 aprile

Firenze, 21 aprile 2021 – Hanno preso il via ufficialmente il via i lavori de “Un patto per l’Arno”, il Contratto di Fiume che abbraccia l’intera asta fluviale del grande corso d’acqua toscano. Un accordo siglato dall’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale, insieme ANCI Toscana, ai Consorzi di Bonifica 2 Alto Valdarno, 3 Medio Valdarno e 4 Basso Valdarno e ai 49 Comuni (tutti i rivieraschi più alcuni limitrofi al fiume). Un ‘contratto dei contratti’ nato con l’obbiettivo di raccogliere e valorizzare le iniziative green attorno all’Arno.

Centrale sarà il webinarL’Arno che verrà. Idee e progetti per il nostro Fiume nella Giornata Mondiale della Terra”, in programma domani, 22 aprile (ore 9.30) a cui è stato invitato anche il Ministero della Transizione Ecologica. In apertura interverranno l’onorevole Chiara Braga della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Francesco Vincenzi presidente di ANBI, Monia Monni assessore regionale all’ambiente per la Toscana, Massimo Lucchesi segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, Marco Bottino presidente di ANBI Toscana, Matteo Biffoni presidente di ANCI Toscana.

I temi all’ordine del giorno sono tanti: protezione civile, manutenzione e riqualificazione partecipata dei territori fluviali, ambiente, volontariato, ricerca, processi di governance per la riduzione dei rischi ambientali. E ancora energie rinnovabili, acqua e agricoltura, turismo, navigabilità, pesca, canottaggio e ciclovie, recupero delle plastiche e tutela degli ecosistemi fluviali. Queste sono solo alcune delle numerose proposte che saranno sul tavolo, per avviare un confronto tra tutti gli enti e gli stakeholder e che saranno oggetto di un fitto programma di eventi e di incontri più territoriali organizzati nell’arco dei prossimi mesi.

Temi che saranno affrontati il 22 aprile nella sessione “Un cantiere di idee e progetti. Per un Arno sicuro, pulito, da vivere e da promuovere” (ore 10.30). Nell’occasione, i Consorzi presenteranno i primi progetti da mettere in campo. Parteciperanno Serena Stefani presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno e vice presidente di Anbi Toscana, Marco Bottino presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno e di Anbi Toscana e Maurizio Ventavoli presidente del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno.

Le conclusioni (ore 12) saranno affidate a Massimo Lucchesi Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, Marco Bottino presidente di ANBI Toscana, Monia Monni assessore regionale all’ambiente per la Toscana, Stefania Saccardi vicepresidente della Regione Toscana, Massimo Bastiani coordinatore del Tavolo nazionale dei contratti di fiume, Fausto Guzzetti coordinatore dell’ufficio III del Dipartimento della Protezione Civile.

«Il convegno di domani è stato preceduto da due giorni di tavoli tematici – spiega il segretario dell’Autorità di Bacino, Massimo Lucchesi – durante i quali abbiamo registrato un grandissimo interesse. Siamo felici di aver avviato un percorso di condivisione con tutti gli stakeholder, includendo il vasto numero di associazioni e realtà che vivono il fiume per attività sportive, ludiche e ambientali e che spesso lo conoscono in modo approfondito. I prossimi mesi serviranno per approfondire questi contatti in modo ancora più dettagliato per definire i contenuti dei vari Contratti di fiume e arricchire anche i nostri Piani di gestione, in vista dell’approvazione di fine anno».

«Nel corso degli anni, l’Arno si è trasformato da elemento di minaccia a risorsa – commenta Marco Bottino presidente di ANBI Toscana e del CB3 Medio Valdarno -. Dobbiamo continuare su questo percorso, dando vita a nuovi progetti e iniziative in sinergia con i Comuni ma anche con le associazioni presenti sul territorio e con i singoli cittadini, con l’obiettivo di tornare a vivere a pieno il nostro grande fiume».

La segreteria organizzativa del webinar è stata curata da: Marco Cantini (che ha curato anche la regia), Marco Alossa, Elena Bartoli, Roberta Della Casa, Lisa Ciardi, Sara Di Maio, Marina Lauri, Sandro Matteini, Ilaria Nieri, Roberta Rosati, Paola Saviotti, Caterina Turchi, Iris Vaiarini.

Collegamenti per i webinar

22 aprile, ore 9.30: https://us02web.zoom.us/j/88975013540?pwd=QytNVW9UNFRoNU80YTg5RVdZQXNvUT09#success

20 aprile, ore 9.30: https://us02web.zoom.us/j/88975013540?pwd=QytNVW9UNFRoNU80YTg5RVdZQXNvUT09#success

 20 aprile, ore 11.30: https://us02web.zoom.us/j/81945552400?pwd=b3VjSDlPK1lkZlZJWHBiNGQzbXNOQT09#success

21 aprile, ore 9.30: https://us02web.zoom.us/j/88975013540?pwd=QytNVW9UNFRoNU80YTg5RVdZQXNvUT09#success

21 aprile, ore 11.30: https://us02web.zoom.us/j/81945552400?pwd=b3VjSDlPK1lkZlZJWHBiNGQzbXNOQT09#success

 

L’elenco dei 49 Comuni aderenti al Patto per l’Arno

Comprensorio CB2: Arezzo, Bibbiena, Capolona, Castel Focognano, Castel San Niccolò, Chiusi della Verna, Civitella in Val di Chiana, Figline e Incisa, Laterina Pergine Valdarno, Montevarchi, Ortignano Raggiolo, Pelago, Poppi, Pratovecchio Stia, Reggello, Rignano sull’Arno, San Giovanni Valdarno, Subbiano, Terranuova Bracciolini, Castiglion Fibocchi, Chitignano, Montemignaio, Talla.

Comprensorio CB3: Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Carmignano, Empoli, Fiesole, Firenze, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Pontassieve, Scandicci, Signa.

Comprensorio CB4: Calcinaia, Capraia e Limite, Cascina, Castelfranco di Sotto, Cerreto Guidi, Fucecchio, Montopoli in Valdarno, Pisa, Pontedera, San Giuliano Terme, San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Santa Maria a Monte, Vicopisano, Vinci.

 


Avvio della consultazione su modifica delle mappe PGRA reticolo principale fiume Cecina

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Comunicato relativo all’avvio della consultazione su una proposta di modifica delle mappe delle aree a pericolosità da alluvione del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA) del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale relativa al reticolo idraulico principale della UoM Toscana Costa, ai sensi dell’art. 2 dell’Accordo tra Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale e Regione Toscana (DGR n. 166 del 17/02/2020) “per l’individuazione delle procedure da seguire per lo svolgimento in collaborazione delle attività di riesame e aggiornamento, ai sensi dell’art. 14 delle norme del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA), delle mappe delle aree con pericolosità da alluvione relative al reticolo idraulico principale e secondario del bacino del fiume Arno e dei bacini regionali Toscana Nord, Toscana Costa e Ombrone ricadenti nel distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale”.

 

 

Ai sensi della legge n. 241/1990 e di quanto previsto dall’art. 14 della disciplina di PGRA e dall’art. 2 comma 4 dell’Accordo sottoscritto tra Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale e Regione Toscana (DGR n. 166 del 17/02/2020) per l’individuazione delle procedure da seguire per lo svolgimento in collaborazione delle attività di riesame e aggiornamento, ai sensi dell’art. 14 delle norme del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA), delle mappe delle aree con pericolosità da alluvione relative al reticolo idraulico principale e secondario del bacino del fiume Arno e dei bacini regionali Toscana Nord, Toscana Costa e Ombrone ricadenti nel distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale, si rende noto che nella seduta della Conferenza Operativa del 31 marzo 2021 è stata esaminata la proposta di modifica delle mappe delle aree a pericolosità da alluvione del PGRA del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale, riguardante il reticolo idraulico principale della UoM Toscana Costa, afferente al fiume Cecina, nel tratto compreso tra Saline di Volterra e la foce a mare (Comuni di Volterra, Pomarance, Montecatini Val di Cecina, Riparbella, Montescudaio, Guardistallo, Cecina e Rosignano Marittimo).

La documentazione inerente tale proposta è pubblicata per 30 giorni, decorrenti dalla pubblicazione del presente comunicato sul BURT(n.17 del 28/04/21), sul sito dell’Autorità, nella sezione relativa al PGRA – Programma di riesame delle mappe, ai fini di eventuali osservazioni.

Durante tale periodo chiunque sia interessato può acquisire informazioni e presentare osservazioni scritte sulle proposte di modifica con le seguenti modalità:

  • a mezzo posta ordinaria, all’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, via dei Servi, 15, 50122 – Firenze;
  • per posta elettronica certificata: adbarno@postacert.toscana.it.

Al termine della fase di pubblicità, qualora non siano intervenute osservazioni si procederà, previo parere della Conferenza Operativa, all’approvazione della proposta di riesame con decreto del Segretario Generale. Qualora, invece, siano intervenute osservazioni, la Conferenza Operativa sarà chiamata a esprimersi sulle medesime nei successivi 30 giorni.

Il responsabile del procedimento pianificatorio in oggetto è il Dirigente dell’Area Pianificazione e tutela dal rischio di alluvioni, Ing. Serena Franceschini (s.franceschini@appenninosettentrionale.it).


Avvio della consultazione su modifica delle mappe PGRA reticolo principale fiume Elsa

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Comunicato relativo all’avvio della consultazione su una proposta di modifica delle mappe delle aree a pericolosità da alluvione del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA) del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale relativa al reticolo idraulico principale nell’UoM Arno, ai sensi dell’art. 2 dell’Accordo tra Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale e Regione Toscana (DGR n. 166 del 17/02/2020) “per l’individuazione delle procedure da seguire per lo svolgimento in collaborazione delle attività di riesame e aggiornamento, ai sensi dell’art. 14 delle norme del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA), delle mappe delle aree con pericolosità da alluvione relative al reticolo idraulico principale e secondario del bacino del fiume Arno e dei bacini regionali Toscana Nord, Toscana Costa e Ombrone ricadenti nel distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale”.

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Ai sensi della legge n. 241/1990 e di quanto previsto dall’art. 14 della disciplina di PGRA e dall’art. 2 comma 4 dell’Accordo sottoscritto tra Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale e Regione Toscana (DGR n. 166 del 17/02/2020) per l’individuazione delle procedure da seguire per lo svolgimento in collaborazione delle attività di riesame e aggiornamento, ai sensi dell’art. 14 delle norme del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA), delle mappe delle aree con pericolosità da alluvione relative al reticolo idraulico principale e secondario del bacino del fiume Arno e dei bacini regionali Toscana Nord, Toscana Costa e Ombrone ricadenti nel distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale, si rende noto che nella seduta della Conferenza Operativa del 4 marzo 2021 è stata esaminata la proposta di modifica delle mappe delle aree a pericolosità da alluvione del PGRA del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale, riguardante il reticolo idraulico principale dell’UoM Arno, afferente al Fiume Elsa, nel tratto compreso tra località Castiglioni e lo scolmatore a Castelfiorentino (Comuni di Poggibonsi, Colle Val d’Elsa, Barberino Tavarnelle, San Gimignano, Certaldo, Gambassi Terme, Castelfiorentino).

La documentazione inerente tale proposta è pubblicata per 30 giorni, decorrenti dalla pubblicazione del presente comunicato sul Bollettino Regionale, sul sito dell’Autorità, nella sezione relativa al PGRA – Programma di riesame delle mappe,  ai fini di eventuali osservazioni.

Durante tale periodo chiunque sia interessato può acquisire informazioni e presentare osservazioni scritte sulle proposte di modifica con le seguenti modalità:

  • a mezzo posta ordinaria, all’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, via dei Servi, 15, 50122 – Firenze;
  • per posta elettronica certificata: adbarno@postacert.toscana.it.

Al termine della fase di pubblicità, qualora non siano intervenute osservazioni si procederà, previo parere della Conferenza Operativa, all’approvazione della proposta di riesame con decreto del Segretario Generale. Qualora, invece, siano intervenute osservazioni, la Conferenza Operativa sarà chiamata a esprimersi sulle medesime nei successivi 30 giorni.

Il responsabile del procedimento pianificatorio in oggetto è il Dirigente dell’Area Pianificazione e tutela dal rischio di alluvioni, Ing. Serena Franceschini (s.franceschini@appenninosettentrionale.it).

 


Autorità di Bacino, l’intervento al webinar dedicato ai parchi fluviali e agricoli Un focus su sicurezza e consapevolezza nell’ambito del tavolo del Civis Chiana

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Firenze, 11 marzo 2021 – L’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale partecipa al webinar “Parchi fluviali e agricoli: le opportunità per il territorio”, organizzato per il prossimo 16 marzo dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno. Obiettivo dell’incontro è avviare un ragionamento condiviso sulle opportunità che potrebbero nascere dalla creazione di un parco agro-fluviale nell’area del Canale Maestro della Chiana.

Un momento di confronto e di conoscenza delle esperienze già avviate in altre zone d’Italia, grazie alla partecipazione di diversi consorzi di bonifica nazionali, che s’inserisce nell’ambito del Civis Chiana, il Contratto di Fiume del Canale Maestro della Chiana nato con l’obiettivo di riqualificare dal punto di vista ambientale l’area che abbraccia il corso d’acqua, valorizzando il territorio, le produzioni agroalimentari e l’offerta turistica.

Al webinar, per l’Autorità di bacino distrettuale Appennino Settentrionale, parteciperà il segretario generale Massimo Lucchesi con l’intervento I contratti di fiume: quando la sicurezza passa dalla consapevolezza”. Un focus sull’importanza di uno strumento, come il Contratto di Fiume, che consente di mettere a sistema le competenze presenti sul territorio e condividere gli strumenti per la messa in sicurezza delle risorse naturali. Risorse che sono alla base dei Piani di gestione delle Acque e del Rischio Alluvioni che l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale ha adottato lo scorso dicembre. Gli strumenti dell’Autorità saranno definitivamente approvati nell’arco del 2021, attraverso una fase di consultazione pubblica che durerà fino alla fine dell’estate.

«Occasioni come questa sono fondamentali per informare il pubblico e gli stakeholder, che nel caso specifico sono il mondo dei consorzi di bonifica, dei comuni e delle associazioni di categoria, dei contenuti dei Piani di gestione contribuendo, attraverso lo scambio di esperienze, ad una capillare disseminazione delle informazioni ambientali – ha detto il segretario generale dell’Autorità di Distretto Appennino Settentrionale, Massimo Lucchesi -. A fine dicembre 2021 adotteremo in via definitiva i Piani distrettuali: dobbiamo quindi sfruttare l’anno in corso per arricchirli con progettualità green che nascano dal territorio. In tal senso ringrazio la Presidente del Consorzio dell’Alto Valdarno per l’occasione offerta e auspico una costante collaborazione anche nei prossimi anni con tutti i consorzi per dare attuazione alle misure di Piano».

«A poco più di tre anni dalla firma del Contratto di Fiume è giusto porsi nuovi obiettivi su cui lavorare – commenta la presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno Serena Stefani -. Dopo aver affrontato i temi della difesa idrogeologica, dell’adozione di buone pratiche per una gestione ecocompatibile della vegetazione ripariale, della distribuzione collettiva dell’acqua per fini irrigui, è arrivato il momento di andare oltre e di pensare al territorio come un bene da promuovere e valorizzare in modo unitario e condiviso. Il parco agro-fluviale potrebbe essere una leva da utilizzare? È il tema che il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno e il Contratto di Fiume Civis Chiana vogliono sviluppare e approfondire assieme con il webinar a cui partecipa anche Francesco Vincenzi, presidente di ANBI, l’associazione nazionale dei consorzi di bonifica e irrigazione».


Gennaio molto più piovoso della media in Toscana: 107% di pioggia in più Il Bacino del Serchio è l’area più colpita, anche da eventi franosi

Il report dell’Autorità di Bacino dell’Appennino settentrionale

Firenze, 2 marzo 2021A gennaio in Toscana è caduto circa il 107% di pioggia in più rispetto alla media dello stesso mese degli ultimi 10 anni. L’area più colpita è stata quella della Toscana settentrionale, con particolare riferimento ai bacini del Serchio e alla Toscana Nord dove le cumulate di pioggia hanno raggiunto anche i 600/700 mm, su una media di 90mm (dati 2010-2020). L’area del Serchio, è stata anche quella maggiormente interessata da frane, in particolare sulla rete viaria secondaria. Sono i dati principali che emergono dal report relativo agli eventi e ai dissesti avvenuti nella porzione toscana del distretto dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale a gennaio 2021. Il distretto interessa principalmente tre Regioni, Toscana, Liguria e Umbria, ma i territori toscani ne costituiscono la stragrande maggioranza: l’84% del distretto è compreso in questa Regione.

Gennaio 2021 è stato per la Toscana un periodo di piogge intense che confermano l’andamento già registrato a dicembre scorso. Praticamente tutte le aree toscane sono state interessate da cumulate medie di pioggia di circa 180 mm. Nella porzione settentrionale che comprende i bacini del Magra, del Serchio e i bacini appenninici che confluiscono in Arno, le cumulate hanno raggiunto valori di 600/700 mm, in particolare nella valle del Serchio e nella dorsale appenninica. Un dato significativo soprattutto se rapportato alla media delle cumulate di pioggia, sempre per il mese di gennaio, riferita agli ultimi 10 anni (2010-2020) pari a 90 mm. Nel periodo di riferimento sono caduti circa 4,17 miliardi di metri cubi di pioggia, pari al 107% in più del volume di pioggia media degli ultimi 10 anni. L’area interessata dai valori più elevati è la Toscana settentrionale, con particolare riferimento ai bacini del Serchio e Toscana Nord.

Anche se il volume di acqua afferito al reticolo idrografico è stato molto importante, non si sono registrati eventi alluvionali significativi. Questo perché la pioggia non ha avuto punte di particolare intensità e la sua azione si è diluita in maniera costante nei giorni, dando modo al sistema idraulico di smaltire gli effetti. Le piogge continue hanno invece continuato ad innescare eventi di frana, così come accaduto a dicembre. Sono 60 le frane che hanno determinato l’intervento delle strutture di Protezione Civile, con movimentazione di materiale di varia entità e dimensioni.

Ovviamente gli eventi si sono concentrati nei bacini del Serchio, Toscana Nord e Magra dove si sono registrate maggiori precipitazioni. Si tratta di frane legate alla ininterrotta azione delle piogge nel periodo, che hanno portato alla massima saturazione i terreni, con conseguente superamento delle condizioni limite di stabilità dei versanti più fragili. Escluso alcuni casi, come la frana al Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano (Lucca), si è trattato di fenomeni di piccole e medie dimensioni, spesso riattivazione di dissesti avvenuti in passato.

Gli elementi a rischio maggiormente colpiti sono state le infrastrutture viarie. In particolare nell’alta valle del Serchio si sono avuti numerosi dissesti che hanno colpito la rete viaria secondaria. Data la morfologia dei luoghi, il sistema di infrastrutture viarie del bacino del Serchio si presenta particolarmente fragile per ai dissesti. Per comprendere il livello di rischio possibile, l’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale ha messo a confronto la distribuzione dei fenomeni gravitativi presenti nel PAI (Piano Assetto Idrogeologico) per il bacino del Serchio e la distribuzione della rete viaria e ferroviaria. Per fare un esempio, sulle strade provinciali sono 13,5 i chilometri di rete teoricamente interessati da frane di crollo e 44 da aree potenzialmente instabili. La rete di strade comunali è teoricamente interessata per 35 chilometri da frane di scivolamento e per 116 da aree potenzialmente instabili. Numeri che evidenziano una potenziale fragilità della rete, confermata dagli eventi degli ultimi mesi.

Si tratta di una elaborazione che evidenzia fragilità di territori soprattutto collinari e montani con versanti confinanti con la viabilità. Gli enti pubblici, trattandosi spesso di terreni agricoli o boschi abbandonati, sono costretti a intervenire in somma urgenza. E’ una tematica che dovrebbe far riflettere per favorire politiche di ripopolamento degli ambienti agricoli o nuovi provvedimenti normativi e risorse che consentano agli enti locali di poter intervenire preventivamente. A tal fine l’Autorità di bacino è pronta a fornire il suo supporto di conoscenze a tutti gli enti”.


Ciao Cesare! Sarai sempre nei nostri cuori

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Domenica 21/02/2021 ricorre la data nella quale il nostro carissimo collega Cesare Mugnaini ci ha lasciato. È già passato un anno ma i nostri cuori e le nostre menti non lo hanno dimenticato. Anzi, ogni giorno ci manca sempre di più. Lo ricordiamo come una persona speciale, sempre sorridente, disponibile con gli altri e dotato di grande umanità.

Tutti i colleghi delle sedi di Firenze, Lucca e Sarzana, insieme al Segretario Generale, si uniscono alla famiglia esprimendo la più sincera vicinanza.