Contratto di Fiume del Serra: sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra gli enti promotori. Al via a metà novembre il Tavolo di Lavoro che coinvolgerà il territorio

Contratto di Fiume del Serra: sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra gli enti promotori. Al via a metà novembre il Tavolo di Lavoro che coinvolgerà il territorio

Sottoscritto venerdì 19 ottobre a Seravezza il Protocollo d’Intesa fra gli enti pubblici che hanno promosso e che sostengono il Contratto di Fiume del torrente Serra. La firma è avvenuta a margine dell’assembla pubblica che ha aperto anche la fase partecipativa del percorso, finalizzato a condividere e pianificare le azioni da attivare per la tutela e la valorizzazione del corso d’acqua. Per il Comune di Seravezza e l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, enti promotori, il documento è stato sottoscritto dal sindaco Riccardo Tarabella, intervenuto all’assemblea insieme agli assessori Giuliano Bartelletti e Dino Vené e con il responsabile del settore Lavori Pubblici del Comune ing. Roberto Orsini, e dal segretario generale Massimo Lucchesi. Gli altri enti firmatari dell’intesa sono al momento il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, l’Unione dei Comuni della Versilia e la Fondazione Terre Medicee, rappresentati ieri rispettivamente dal presidente Ismaele Ridolfi, dall’ing. Francesco Vettori e dal direttore Franco Carli. Altri enti pubblici potranno sottoscrivere il protocollo di intesa in un momento successivo. Tra quelli che stanno completando la procedura per la sottoscrizione figurano il Parco delle Alpi Apuane (era presente all’assemblea il direttore Antonio Bartelletti) e il Destec (Dipartimento di ingegneria dell’energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni) dell’Università di Pisa che ha indicato il suo referente tecnico, presente all’incontro, prof. Fabrizio Cinelli.

Con la firma del protocollo d’intesa gli enti sottoscrittori condividono innanzitutto gli obiettivi generali del Contratto di Fiume, puntando principalmente alla soluzione delle criticità legate all’ingente afflusso di persone nell’area (messa in sicurezza delle discese al fiume, creazione di spazi per il parcheggio, ecc.); al mantenimento di un buono stato di qualità ambientale; alla predisposizione di un piano di protezione civile comunale riferito nello specifico al rischio per le persone che si trovano lungo il fiume nella stagione estiva; all’efficacia delle misure di prevenzione; alla tutela e valorizzazione del paesaggio e dell’ecosistema fluviale; alla manutenzione delle sponde e dell’alveo, al recupero di fabbricati esistenti in stato di abbandono, al ripristino di percorsi esistenti e alla creazione di specifici punti di osservazione lungo il fiume; al coinvolgimento delle scuole per costruire dal basso le consapevolizza della comunità sui rischi legati ad eventi meteorici intensi e alle specifiche caratteristiche ambientali di pregio del corso d’acqua.

Finalità che saranno perseguite con la partecipazione delle realtà del territorio interessate, chiamate a suggerire, proporre, ma anche prefigurare e realizzare concretamente una serie di iniziative condivise. Cittadini attivi che intendono collaborare al percorso partecipativo e alla realizzazione delle azioni, proprietari di immobili o terreni che ricadono nell’area del torrente, associazioni, comitati, ordini professionali, forze politiche, rappresentanze di categoria e gruppi informali potranno aderire al Tavolo di Lavoro, strumento partecipativo principe del percorso di definizione del Contratto di Fiume. Gli incontri saranno condotti e facilitati da Comunità Interattive-Officina per la partecipazione, incaricata dall’Autorità di Bacino, per accompagnare gli enti pubblici e gli aderenti al Tavolo di Lavoro nella redazione condivisa del Contratto di Fiume. La piattaforma delle proposte, delle idee e degli impegni del territorio scaturirà nel corso di quattro incontri già fissati, che si terranno il 14, il 21, il 28 novembre e il 5 dicembre dalle 17:30 alle 19:30 nella sala consiliare del Comune di Seravezza. Per aderire al Tavolo di Lavoro occorre rispondere entro il 31 ottobre alla Manifestazione di Interesse pubblicata sul sito web del Comune di Seravezza (è possibile richiedere i moduli anche direttamente agli uffici).

Il percorso partecipativo per il Contratto di Fiume del torrente Serra si sviluppa nell’ambito del Progetto europeo “Interreg Italia-Francia Marittimo Proterina-3Évolution 2014-2020” finalizzato alla protezione dei territori dai rischi naturali.


Presentato il progetto di bilancio idrologico nazionale: un nuovo sistema integrato di monitoraggio

Un nuovo ed efficace strumento di governance che rafforza l’obiettivo di dare vita ad un sistema integrato di monitoraggio idrologico. E’ con questo intento che è stato presentato a Roma il “Bilancio Idrologico nazionale, quale nuovo modello di conoscenza ambientale a servizio dei cittadini”.

Il workshop, che si è svolto nella giornata del 31 luglio a Roma all’interno dell’Auditorium di ISPRA con la partecipazione di oltre 100 tra stakeholder e addetti ai lavori, è stato promosso dalla Direzione Generale per la Salvaguardia del territorio e delle acque (DG STA) del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con Ispra e Sogesid Spa, nell’ambito delle iniziative volte al rafforzamento dell’attività amministrativa e delle competenze necessarie a incrementare la governance della risorsa idrica, ovvero L6 WP1 di cui al Progetto CReIAMO PA.

L’evento, aperto dal Direttore generale per la salvaguardia del territorio e delle acque (STA) Gaia Checcucci, è stato l’occasione per presentare – ad una vasta platea composta dai rappresentanti delle Autorità di bacino distrettuali, delle Regioni e delle Province Autonome – i contenuti della “Proposta progettuale finalizzata alla stima delle componenti del bilancio idrologico distrettuale”, elaborata da ISPRA e perfezionata e condivisa dalla DG STA con il supporto del Sistema nazionale e del  Tavolo Nazionale per i Servizi di Idrologia Operativa.

La proposta progettuale costituisce un importante tassello della strategia complessiva che il Ministero sta dispiegando, dal 2016, su tutto il territorio nazionale, al fine di rafforzare le capacità gestionali esercitate da tutte le Autorità competenti in materia di tutela quantitativa delle risorse idriche.

Una strategia articolata fondamentalmente su due livelli, fortemente complementari: da una parte, la messa a regime di un sistema di governance in grado di esercitare un’azione amministrativa razionale e trasparente, nonché di garantire un metodo di gestione sostenibile delle risorse, in condizioni ordinarie e di  scarsità idrica, basato sulla condivisione delle informazioni, sulla concertazione con gli attori territoriali e sulla programmazione strategica; dall’altra, il potenziamento della conoscenza ambientale sull’acqua e sui suoi usi.

Dopo la messa a regime delle Autorità di bacino distrettuali, vi è stata l’istituzione degli “Osservatori” – cabine di regia distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici – e immediatamente a valle la definizione delle nuove regole ministeriali e distrettuali per la valutazione ambientale delle istanze di derivazione d’acqua e per la determinazione e applicazione sui fiumi dei deflussi ecologici (nuove regole, promulgate a livello nazionale già rese operative con appositi atti deliberativi delle Conferenze Istituzionali Permanenti delle Autorità di bacino).

Adesso, un nuovo tassello si inserisce nell’ambito degli strumenti di cui dotare le Autorità competenti alla governance della risorsa idrica per svolgere al meglio il loro compito: il bilancio idrologico nazionale.

Si tratta di un progetto ambizioso, che mira a superare il contesto di frammentazione e non sufficiente armonizzazione dei dati ambientali di tipo idrologico. La “Proposta progettuale” va, infatti, nella direzione di attivare un’azione sistematica e continuativa, in grado di assicurare il monitoraggio di tutte le grandezze idrologiche, la loro validazione e, infine, la loro completa messa a disposizione e utilizzabilità nell’ambito della procedura di costruzione del bilancio idrologico nazionale, a beneficio del lavoro delle Autorità di distretto, delle Regioni e di ogni altro soggetto interessato.

La giornata, caratterizzata dai contributi e le presentazioni di numerosi ed autorevoli relatori tra cui Donatella Emma Ignazia Spano, assessore della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna in qualità di capofila nella Conferenza Unificata Stato Regioni, e Alessandro Bratti, Direttore Generale ISPRA e si è conclusa con una tavola rotonda dedicata al bilancio idrologico distrettuale e alla pianificazione delle risorse idriche e con il saluto dell’onorevole Vannia Gava, Sottosegretario all’Ambiente.

“L’acqua costituisce un elemento essenziale della vita e proprio per queste ragioni occorre ottimizzarne l’uso mantenendo standard di qualità alti. Una gestione sostenibile dell’acqua non può prescindere da un impegno corale e concreto, da una collaborazione autentica e coordinata tra tutti i soggetti istituzionali e non che insieme pongono la conoscenza ambientale alla base delle strategie di sviluppo sostenibile del nostro paese”. È quanto ha dichiarato in un messaggio il Sottosegretario Vannia Gava che, per sopraggiunti impegni parlamentari, non ha potuto partecipare al convegno.


Geologi ed ingegneri a convegno all’Autorità di Bacino Distrettuale

Si è svolto il 28 giugno a Lucca il convegno, organizzato dall’Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale, dall’Ordine dei Geologi della Toscana e dall’Ordine degli Ingegneri di Lucca. In sintesi è stato presentato il nuovo P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico) relativo alla pericolosità di alluvione del bacino del fiume Serchio, di recente approvato dal Segretario Generale Ing. Massimo Lucchesi, la cui comunicazione è stata data con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2018.

Il nuovo piano si allinea ai disposti della Comunità Europea e definisce in maniera chiara e univoca la pericolosità da alluvione del territorio e le competenze dei vari enti, con una notevole semplificazione nelle procedure sia tecniche che amministrative.

Nella giornata, oltre alla presentazione della nuova pianificazione di bacino i vari rappresentanti degli Ordini hanno fatto i previsti interventi di fronte ad un folto pubblico.

Lucchesi si dichiara “soddisfatto per la partecipazione e per l’obiettivo raggiunto, frutto di un lavoro di gruppo che ha coinvolto gli uffici sia di Lucca che di Firenze ed auspica che in futuro si possano ripetere incontri formativi con gli ordini professionali, sulla materia di competenza dell’Autorità di distretto dell’Appennino Settentrionale”.


Variante generale per l’adeguamento del PAI del fiume Serchio al PGRA del Distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale. L’inizio di un percorso

Si è tenuto venerdì 16 marzo a Lucca l’incontro con i Comuni che ricadono nel bacino idrografico del Serchio per l’adeguamento del PAI al PGRA dell’Appennino Settentrionale.

Questo è l’inizio di un nuovo percorso che consentirà ai territori del Serchio di  uniformarsi all’intero territorio regionale toscano e di introdurre il concetto di gestione del rischio come voluto dalle più recenti Direttive europee in materia di alluvioni e di gestione della risorsa idrica. La rinnovata fruibilità delle mappe grazie alle tecnologia Webgis e l’introduzione di nuovi elementi conoscitivi, come le mappe del rischio, di pericolosità da Flash-flood e di contesto fluviale, permetteranno alle amministrazioni di avere ulteriori elementi per sviluppare le loro politiche sul territorio.

Successivamente alla presentazione ai Comuni del progetto di adeguamento del PAI al PGRA e all’adozione del progetto di variante con decreto del Segretario Generale sono previsti 45 giorni di deposito e 45 giorni per la consultazione, cui seguiranno le Conferenze programmatiche indette dalla Regione durante le quali sarà data possibilità a tutti i cittadini e gli stakeholders di partecipare e contribuire, per arrivare infine all’adozione e quindi all’approvazione della variante.


Lucchesi alla guida della nuova Autorità di Bacino – Intervista NoiTv Lucca

L’intervista rilasciata dal Segretario Generale – ing. Massimo Lucchesi – all’emittente Noi tv


Nominato il nuovo Segretario Generale

Da pochi giorni è in carica il nuovo Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale. Si tratta del viareggino Massimo Lucchesi, classe 1963, ingegnere civile laureato presso l’Università di Pisa e nominato a metà luglio dal Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro Galletti.

La nomina era attesa da tempo e rappresenta un ulteriore passo significativo nella costruzione della governance distrettuale. Al nuovo Segretario Generale è affidata la pianificazione di bacino e il compito di affrontare le problematiche di dissesto idrogeologico oltrechè dei fenomeni di siccità relativi a un territorio che si estende dalla Toscana alla Liguria e che comprende bacini idrografici di rilievo nazionale come l’Arno, il bacino del Serchio e quello interregionale del Magra oltre ai bacini regionali toscani e liguri, con una superficie di circa 24’500 Km quadrati e caratterizzato da gravi criticità che oggi vengono accentuate dal cambiamento climatico in atto.

L’ingegner Lucchesi, già dirigente del Consorzio di bonifica Toscana Nord e ancor prima Direttore Generale del Consorzio di bonifica del Bientina, è un tecnico abituato ad operare sul campo confrontandosi da tempo con problematiche non solo ambientali ma anche urbanistiche.

In questi anni si è occupato da vicino dei problemi idrogeologici di una parte del territorio distrettuale. Nel suo nuovo ruolo sarà chiamato a confrontarsi sin da subito con problematiche affini su scale territoriali più estese.

Partendo dagli strumenti di pianificazione che sono stati recentemente approvati, come il Piano di gestione delle acque e il Piano di gestione del rischio di alluvioni ai sensi delle direttive europee 2000/60/CE e 2007/60/CE, è mia intenzione valorizzare sin da subito il ruolo di coordinamento e di indirizzo sulla pianificazione territoriale che è proprio della pianificazione di bacino. In tal senso l’Autorità metterà a disposizione degli enti territoriali e delle istituzioni le proprie conoscenze e competenze, per aggiornare anche alla luce dei cambiamenti climatici il quadro conoscitivo dello stato delle risorse e della pericolosità e del rischio, in modo che lo stesso possa costituire il riferimento per ogni futura scelta pianificatoria e programmatoria in materia di difesa del suolo e di gestione della risorsa oltrechè del governo del territorio” afferma Lucchesi.

Al nuovo Segretario spetterà inoltre l’importante compito di rendere operativa, all’interno del distretto dell’Appennino Settentrionale, la riforma avviata dal Governo e definire, con il Ministero dell’Ambiente e d’intesa con le regioni Toscana e Liguria, l’assetto organizzativo e territoriale ottimale per favorire la piena operatività dell’Autorità di bacino distrettuale, alla quale già dal 17 febbraio scorso sono state trasferite le funzioni delle soppresse Autorità di bacino nazionali, interregionali e regionali.