Conferenza Istituzionale Permanente – seduta del 18 novembre 2019

Conferenza Istituzionale Permanente – seduta del 18 novembre 2019

Si è svolta lo scorso 18 novembre a Roma presso la sede del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, la seduta della Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale.

Nel corso della riunione, presieduta dal Ministro Sergio Costa e alla quale hanno partecipato i rappresentati del Governo, il Capo Dipartimento della Protezione Civile, gli Assessori regionali di Toscana e Liguria Federica Fratoni e Giacomo Giampedrone e il Segretario Generale Massimo Lucchesi, è stata confermata l’importanza della manutenzione come strumento volto a garantire una costante ed efficace azione di prevenzione dei dissesti sul territorio. “Dopo gli eventi dello scorso fine settimana, che hanno visto il nostro territorio interessato da piene dell’Arno e di altri corsi di acqua del reticolo principale del Distretto, piogge abbondanti e frane, può affermarsi che il sistema ha retto e le opere che sono state costruite hanno funzionato” – ha detto il Segretario Lucchesi davanti ai presenti – “L’Autorità ha monitorato minuto per minuto la situazione, in coordinamento con la macchina della Protezione Civile. L’approvazione odierna del programma di manutenzione è la pronta risposta che viene messa in campo per continuare ad agire sul territorio. Si tratta del secondo stralcio, relativo al 2019, di un programma di manutenzione del territorio, avviato per la prima volta a ottobre dello scorso anno”.

Per il nostro distretto sono stati complessivamente stanziati con questo stralcio 5 milioni di euro, di cui circa 3,5 milioni di euro andranno alla Toscana, 1,4 milioni alla Liguria e 65.000 euro per la piccola parte di territorio umbro ricadente nel bacino dell’Arno. Sono stati, inoltre, indicati ulteriori interventi da finanziare, laddove le disponibilità finanziarie a disposizione siano maggiori.

La riunione ha visto, anche, l’adozione definitiva di due stralci di Piano di bacino relativi al territorio del Serchio, uno per la parte idraulica e l’altro per la pericolosità geomorfologica.

Si tratta di un ulteriore tassello nell’ottica di omogeneizzare sempre di più la gestione del territorio a scala distrettuale – ha sottolineato Lucchesi – “L’elaborazione della Variante generale PAI Serchio, in particolare, ha visto l’impegno di tutto l’ufficio e la collaborazione dei rappresentanti della Regione Toscana e costituisce un esempio concreto di come si deve lavorare superando vecchi schemi e con la filosofia del nuovo distretto, al fine di dare risposte concrete e in tempi certi a tutto il territorio toscano” .


13 novembre il convegno “L’Arno tra pianificazione e realtà”.

Davanti ad un pubblico interessato si è svolto nella mattina del 13 novembre presso lo spazio espositivo Carlo Azeglio Ciampi in via De’ Pucci a Firenze il convegno “L’Arno tra pianificazione e realtà”, inserito all’interno della manifestazione “Arno pulito, Arno sicuro, Arno da vivere”.

Il Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale – ing. Massimo Lucchesi – ha introdotto la mattinata di riflessione e assieme ai dirigenti Marcello Brugioni, Serena Franceschini e Isabella Bonamini, ha illustrato, in un interessante confronto, la funzione strategica della pianificazione di bacino nell’area del distretto legata al fiume Arno, attraverso un viaggio che dall’alto Valdarno, passando per Firenze, ci ha condotto nel basso Valdarno fino allo sbocco a mare. Si è parlato del ruolo delle foreste con Elena Bresci della facoltà di Agraria dell’Università di Firenze e della diga di Montedoglio con Andrea Canali dell’Eaut, delle frane della collina di Firenze con Nicola Casagli del Dipartimento di Scienze della Terra e delle progettualità per un Arno da vivere con Anna Lambertini della Facoltà di Architettura e ancora del Canale dei Navicelli e dello Scolmatore con Salvatore Pisano della Navicelli Spa e Francesco Pistone della Regione Toscana.

Tutti gli interventi hanno confermato l’idea che si può pensare all’Arno partendo da quello che è il quadro conoscitivo della sua pericolosità ma andando oltre in una visione multidisciplinare delle problematiche e delle tematiche legate al nostro grande fiume.

Questo tipo di iniziativa verrà sicuramente replicata nei prossimi mesi, coinvolgendo gli ordini professionali , le università e le associazioni che vivono il fiume” ha detto in chiusura il Segretario Generale “perché numerosi sono gli spunti di riflessione emersi dal confronto e di cui si dovrà tener conto in vista dell’aggiornamento degli strumenti di pianificazione che l’Autorità sta portando avanti“.


Camogli – 6/7/8 novembre 2019- Convegno “Governance e gestione partecipata del rischio idraulico in ambito urbano e azioni di adattamento ai cambiamenti climatici”

E’ Camogli la sede che sta ospitando in questi giorni il convegno “Governance e gestione partecipata del rischio idraulico in ambito urbano e azioni di adattamento ai cambiamenti climatici”, organizzato nell’ambito del progetto Interreg Maritime – Marittimo e TRIG-Eau. Iniziato nella giornata di mercoledì 6 e con termine previsto per venerdì 8 novembre, l’evento ha visto la partecipazione dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale che, con i propri collaboratori, ha illustrato il ruolo dell’Autorità di bacino e la funzione strategica della pianificazione di bacino.

 


Scolmatore del Bisagno (GE) – al via il bando di gara europeo per l’affidamento dei lavori

Il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale ha partecipato in data 08/10/2019 alla conferenza stampa per la presentazione del progetto esecutivo e per il via al bando di gara europeo per l’affidamento dei lavori dello Scolmatore del Bisagno, un’importantissima opera per la messa in sicurezza idraulica della città di Genova.

L’Autorità di Bacino è stata personalmente ringraziata dal Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e dall’Assessore della Regione Liguria Giacomo Giampedrone, per il lavoro svolto e per il supporto offerto per arrivare a questo importantissimo giorno.

L’intervento costerà 204 milioni di Euro, partirà in primavera del prossimo anno e terminerà nel 2023. La galleria scolmatrice, larga 9,8 metri per una lunghezza complessiva di 6,5 km permetterà di smaltire direttamente in mare 450 metri cubo/s, mentre la nuova copertura del Bisagno assicurerà il deflusso di altri 850 m3/s per un totale di 1300 m3/s, una quantità di acqua che i modelli statistici stimano possa cadere su Genova una volta ogni 200 anni. Saranno inoltre realizzati una briglia di trattenuta dei corpi solidi galleggianti e una nuova passerella, entrambe a monte della galleria, oltre a un sistema di sbarramento regolabile dell’alveo del torrente e una imboccatura laterale per l’alimentazione dello scolmatore.

Il Segretario Generale ha poi partecipato al sopralluogo delle altre opere strategiche di Genova quali lo Scolmatore del Fereggiano e la copertura dello stesso Bisagno che sono ormai prossimi alla conclusione dei lavori.

 

 


Convegno “PRIMA DEFENSIO FIT IN SILVIS – Il bosco e la montagna a difesa dalle calamità naturali” – 25 settembre ore 10:00 Abbazia di Vallombrosa

Alla presenza degli Assessori della Regione Toscana Federica Fratoni e Marco Remaschi e dell’Assessore Giacomo Giampedrone della Regione Liguria, si terrà mercoledì 25 settembre alle ore 10:00 presso l’Abbazia di Vallombrosa (Reggello – FI) il Convegno “PRIMA DEFENSIO FIT IN SILVIS – Il bosco e la montagna a difesa dalla calamità naturali”. Questo il programma del Workshop.

Organizzato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, dal Comando Regione Carabinieri Forestale Toscana e dalla Congregazione Vallombrosa O.S.B., con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Convegno approfondirà il ruolo strategico dei boschi nella difesa dal rischio idrogeologico.

Il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino – ing. Massimo Lucchesi – assieme al Colonnello Maurizio Folliero – Comandante della Regione Carabinieri Forestale Toscana – interverranno per illustrare questa nuova visione pienamente conforme alle politiche regionali idraulico-forestali e rivolta a tutti gli enti territoriali, consapevoli del valore primario e innovativo che essa rappresenta anche in funzione dei cambiamenti climatici in atto.

Numerosi professori, ricercatori, esperti di settore e tecnici delle Amministrazioni porteranno il loro contributo per approfondire i temi del Convegno.

 


Pubblicata la “Modellazione numerica dell’acquifero della Piana di Empoli”

Sulla base del protocollo d’intesa tecnica stipulato tra l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale e Ingegnerie Toscana S.r.l., è stato pubblicato lo studio sulla “Modellazione numerica dell’acquifero della Piana di Empoli”, finalizzato alla implementazione di un modello numerico di flusso che possa essere utilizzato sia come strumento conoscitivo (bilancio idrico) che come riferimento per la gestione delle risorse idriche sotterranee

Il corpo idrico sotterraneo della pianura di Empoli, classificato in stato qualitativo “non buono” dal Piano di Gestione delle Acque con l’obiettivo di raggiungere lo stato “buono” nel 2021, rappresenta infatti una delle principali risorse idriche della media valle dell’Arno, utilizzato dal Gestore del Servizio Idrico come principale risorsa locale a scopo idropotabile tramite l’utilizzo di circa 95 punti di prelievo (con il monitoraggio dei livelli piezometrici) ma anche oggetto di consistenti prelievi industriali.

Lo studio qui riportato ha utilizzato il codice numerico Modflow (USGS), il framework FREEWAT, integrato come plugin nel software open source QGIS, ed ha permesso la redazione del bilancio idrico del corpo idrico fornendo una solida base conoscitiva per la razionalizzazione delle risorse idropotabili coerentemente con quanto stabilito dagli obiettivi di qualità previsti dal Piano di Gestione delle Acque, ma ha anche determinato la rilevanza delle interazioni fiume-falda evidenziando il richiamo di importanti flussi idrici dal sistema fluviale.


Osservatorio degli Utilizzi Idrici – seduta del 5 agosto 2019

Si è svolta oggi 5 agosto a Firenze la riunione dell’Osservatorio delle Risorse Idriche dell’Appennino Settentrionale finalizzata a fare il punto sullo stato delle risorse idriche disponibili.

Come emerso dal confronto dei presenti non si riscontrano particolari criticità nel territorio del distretto, grazie anche alle precipitazioni che si sono registrate nell’ultimo fine settimana di luglio.

La Regione Toscana pur evidenziando che le piogge avvenute a luglio sono state tali da renderlo uno tra mesi estivi più piovosi mai registrati,  sono state scarsamente efficaci in termini di ricarica delle falde che tuttavia si mantengono nell’88% dei casi in linea o sopra ai livelli medi del periodo (fanno eccezione alcuni corpi idrici della costa livornese). Anche i livelli nel reticolo superficiale sono sostanzialmente in linea con le medie stagionali, fatti salve alcuni tratti dell’Ombrone PT, dell’Ambra, dell’Era, del Cecina dove le portate sono inferiori al deflusso minimo vitale.

Anche la Regione Liguria non ha evidenziato particolari criticità, sia a livello di falda che degli invasi utilizzati per la gestione idropotabile.

Il monitoraggio che ARPAT sta effettuando sull’Arno ha registrato miglioramento dello stato qualitativo del fiume rispetto alla settimana precedente, grazie ad un abbassamento della temperatura media. Sussistono tuttavia delle problematiche legate ad una torbidità anomala delle acque, tale da provocare problemi di sedimentazione agli impianti di potabilizzazione di Figline, Anconella e Mantignano. Per ridurre il fenomeno dalla scorsa settimana gli svasi da Bilancino (colmo al 90%) sono stati portati fino a 7 mc/s contro gli 1,5-2 mc/s tipici del periodo.

Anche Enel non palesa difficoltà nella gestione degli impianti di Levane e La Penna sull’Arno, mentre per gli invasi del Serchio, al fine preservare i volumi disponibili e l’efficienza della produzione di energia elettrica, ha chiesto di poter ridurre gli scarichi verso il Canale demaniale (da 6 a 5 mc/s medi giornalieri) attraverso una modulazione dei rilasci in due distinte fasce orarie (dalle 18:00 alle 6:00 3 mc/s e dalle 6:00 alle 18:00 e 7 mc/s), gestione già sperimentata negli scorsi anni e approvata dall’Osservatorio.

Al termine della seduta l’ing. Bonamini, insieme al Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale – ing. Massimo Lucchesi – hanno sottolineato come sia necessario mantenere sotto controllo i rilasci da Bilancino, riportandoli, appena possibile, a valori ordinari, monitorando con attenzione lo stato qualitativo registrato nelle centraline ARPAT; altra zona da attenzionare è la costa livornese dove gli acquiferi hanno un trend negativo, per cui può essere ipotizzata una riduzione dei prelievi qualora le criticità emerse si accentuassero.

E’ prevista una prossima riunione dell’Osservatorio nei primi giorni di settembre.