Workshop Nazionale “Acqua e adattamento ai cambiamenti climatici” – L’esperienza del progetto LIFE REWAT in Val di Cornia

Workshop Nazionale “Acqua e adattamento ai cambiamenti climatici” – L’esperienza del progetto LIFE REWAT in Val di Cornia

I cambiamenti climatici sono in atto: si hanno già importanti ripercussioni su ecosistemi, settori economici, salute umana e benessere in Europa e in Italia. L’UE ha adottato la strategia europea per l’adattamento ai cambiamenti climatici e anche l’Italia si è attivata in tale direzione . Obiettivo del workshop “Acqua e adattamento ai cambiamenti climatici”, che si svolgerà venerdì 28 presso l’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna a Pisa, è quello di mettere in luce l’importanza dei piani e delle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici relativamente alla risorsa acqua e presentare gli interventi realizzati ed in opera nell’ambito del LIFE REWAT ed in altri progetti del programma LIFE .

Dalle 9:30 del mattino, alla presenza di Federica Fratoni (Assessore all’Ambiente e Difesa del Suolo della Regione Toscana), Sabina Nuti (Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Nicola Ceravolo (Presidente A.S.A. S.p.a.) Giancarlo Vallesi (Presidente Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa), Marco Bottino (Presidente ANBI Toscana), Marco Bartoloni (Presidente della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Toscana), Chiara Fiore (Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Pisa) e Riccardo Martelli (Presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana), verranno presentati i contributi tecnici a cui seguirà la Tavola Rotonda sulle “Azioni di adattamento ai cambiamenti climatici nel settore delle risorse idriche” dove siederà l’ing. Massimo Lucchesi, Segretario Generale dell’Autorità di bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale.

In allegato il programma della giornata.

 


Pericolo siccità in Toscana. Ma Bilancino non delude

 

I primi mesi del 2017 si sono rivelati i più siccitosi dell’ultimo secolo dopo quelli del 1953 e del 1961, una scarsità di eventi meteorici concentrati in pochi giorni e che non sono riusciti a rifornire le falde sotterranee.

I dati forniti dal dirigente dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale Bernardo Mazzanti evidenziano come le piogge cadute nel bacino dell’Arno dal 9 gennaio al 9 aprile siano largamente inferiori rispetto a quelle avvenute nello stesso periodo dello scorso Arno: in Provincia di Arezzo 96 mm contro 236 mm, nel fiorentino 201 mm contro 349 mm, nel pistoiese 220 mm contro 508 mm e nel pisano 95 mm contro 236 mm. Allo stato attuale non siamo ancora in una fase di allerta ma da ora in avanti sarà necessario controllare i livelli dei fiumi e degli invasi per assicurare ai corpi idrici il deflusso minimo vitale.

Fortunatamente Bilancino, il serbatoio idrico per l’area di Firenze-Prato-Pistoia, è al 91% della propria capacità a quota 250,75 metri s. l. m. (pari a 63 milioni di metri cubi) ed è in perfetto equilibrio, con immissari che portano nell’invaso circa 600 litri al secondo e altrettanti che vengono scaricati nella Sieve. I 6 milioni di metri cubi che mancano per raggiungere il massimo della portata (posto a quota 252 metri) sono utilizzati per assorbire eventuali afflussi straordinari di piogge e per laminare le piene della Sieve e degli altri immissari minori.