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Giornata di studio “La Scienza per la Protezione Civile: rischio idrogeologico” – Il Segretario Generale – Massimo Lucchesi – partecipa alla tavola rotonda

Si è svolta oggi giovedì 17 ottobre la giornata di studio “La Scienza per la Protezione Civile: rischio idrogeologico”, organizzata dal Centro per la Protezione Civile dell’Univeristà degli Studi di Firenze, con il patrocinio dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, presso l’Istituto degli Innocenti in Piazza Santissima Annunziata.

Il Segretario Generale, ing. Massimo Lucchesi, ha partecipato alla tavola Rotonda “La Scienza per la Protezione Civile”

 


Mostra diffusa “Arno pulito, Arno sicuro, Arno da vivere” – dal 4 al 21 novembre

Si terrà a Firenze – dal 4 al 21 novembre – la mostra diffusa “Arno pulito, Arno sicuro, Arno da vivere”, articolata su due location in pieno centro storico a Firenze, presso lo Spazio espositivo Carlo Azeglio Ciampi in via de’ Pucci e nella Zona Aromatica Protetta (ZAP) di Vicolo di Santa Maria Maggiore. Si tratta di un percorso espositivo, realizzato con il patrocinio dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, che prevede convegni, incontri, video e performance e che avrà come tema centrale il nostro grande fiume, la sua bellezza, la sua vivibilità e la sua sicurezza. La mostra aprirà i battenti proprio il 4 novembre, giorno del 53° anniversario della grande alluvione che colpì Firenze il 04 novembre 1966.

In calendario per il 13 novembre il convegno organizzato dall’Autorità di bacino dal titolo “L’Arno tra pianificazione e realtà”. Presso lo spazio ZAP, invece, in collaborazione con CISPEL e l’Associazione Vivi l’Arno, l’Autorità esporrà dal 4 al 18 novembre i lavori ideati e realizzati dai ragazzi delle scuole fiorentine e lucchesi che, dal 2010 ad oggi, hanno partecipato al progetto “Un fiume per Amico” e hanno dato voce e vita al fiume in tutti i suoi aspetti: dall’evoluzione storica alla flora e fauna fluviale, dalla biodiversità agli ecosistemi, dagli eventi alluvionali alle opere di difesa.

Nei prossimi giorni sarà pubblicato il calendario completo degli eventi.


Lucca sede di un ampio confronto internazionale: l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale ospiterà i partner europei del progetto Phusicos

Dal 15 al 17 ottobre il Palazzo Pretorio, sede lucchese dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, sarà il centro di un importante appuntamento internazionale nell’ambito del progetto “Phusicos – According to nature”, finanziato dall’Unione Europea all’interno del più ampio programma quadro “Horizon 2020” e sviluppato in collaborazione con altri Paesi europei quali Francia, Germania, Norvegia, Spagna, Austria e Svizzera.

I 15 partner internazionali, cui dalla giornata del 16 ottobre si aggiungeranno studiosi dagli Stati Uniti e dai Paesi asiatici, avranno l’occasione di confrontarsi, scambiarsi idee e prospettive sullo stato di avanzamento delle diverse progettualità attive nei rispettivi paesi.

Il progetto Phusicos intende dimostrare che le Nature Based Solution costituiscono una soluzione efficace, sostenibile ed efficiente per ridurre le condizioni di rischio di eventi meteorologici estremi nei paesaggi di pianura, collinari e montani. Per sostenere la validità delle NBS occorrono, tuttavia, adeguati riscontri ambientali su casi reali nonché analisi e simulazioni su casi studio. Phusicos si propone, quindi, di riempire il gap di conoscenze specifiche correlate alle Nature Based Solution per i rischi idro-meteorologici (inondazioni, frane e siccità) mediante l’implementazione di sistemi efficaci in differenti condizioni ambientali da realizzare in siti dimostrativi e di studio in Europa.

Per l’Italia il ruolo di capofila è svolto dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, guidata dal Segretario Generale, ing. Massimo Lucchesi, che con il gruppo di lavoro “Studi, ricerche e progetti” coordinato dal dott. Nicola Del Seppia, sta operando attivamente nell’ambito del comprensorio del Massaciuccoli, individuato come area pilota del progetto Phusicos, al fine di individuare soluzioni dimostrative di riduzione del rischio legato ad eventi estremi. Il progetto ha stanziato 2,2 milioni di euro per l’Italia e 1,5 milioni andranno a finanziare approfondimenti e opere nel comprensorio del lago finalizzati ad aumentare la resilienza del territorio, la tutela dei corpi idrici e a contrastare le criticità indotte nel territorio dal cambiamento climatico, contribuendo così all’attuazione delle misure individuate nel Piano di Gestione delle Acque (PGA), nel Piano di Gestione del Rischio Alluvione (PGRA) e nel Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).

Il Segretario Generale Massimo Lucchesi afferma che “Siamo entusiasti di poter ospitare nella nostra sede di Lucca un progetto così importante e che ha identificato nel lago di Massaciuccoli il sito dimostrativo su grande scala per provare che le Nature Based Solution costituiscono una soluzione valida, sostenibile e conveniente per ridurre le condizioni di rischio di eventi meteorologici estremi soprattutto se abbinate alla realizzazione di infrastrutture e grandi opere. Uno dei valori aggiunti di questo progetto è sicuramente la concreta possibilità di scambio di informazioni ed esperienze fra i nostri tecnici e i partner europei ed internazionali al fine di acquisire nuove competenze e conoscenze all’insegna dell’innovazione. La nostra esperienza ci porta ad affermare che la grande partecipazione di enti pubblici e locali, Università, associazioni, operatori agricoli e cittadini durante il percorso di definizione di una mappa che contenesse le problematiche e le criticità dell’area del lago, è la dimostrazione di come queste tematiche possano essere affrontate efficacemente solo in una dimensione interistituzionale e interdisciplinare al fine di produrre un risultato condiviso e vincente”.


Scolmatore del Bisagno (GE) – al via il bando di gara europeo per l’affidamento dei lavori

Il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale ha partecipato in data 08/10/2019 alla conferenza stampa per la presentazione del progetto esecutivo e per il via al bando di gara europeo per l’affidamento dei lavori dello Scolmatore del Bisagno, un’importantissima opera per la messa in sicurezza idraulica della città di Genova.

L’Autorità di Bacino è stata personalmente ringraziata dal Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e dall’Assessore della Regione Liguria Giacomo Giampedrone, per il lavoro svolto e per il supporto offerto per arrivare a questo importantissimo giorno.

L’intervento costerà 204 milioni di Euro, partirà in primavera del prossimo anno e terminerà nel 2023. La galleria scolmatrice, larga 9,8 metri per una lunghezza complessiva di 6,5 km permetterà di smaltire direttamente in mare 450 metri cubo/s, mentre la nuova copertura del Bisagno assicurerà il deflusso di altri 850 m3/s per un totale di 1300 m3/s, una quantità di acqua che i modelli statistici stimano possa cadere su Genova una volta ogni 200 anni. Saranno inoltre realizzati una briglia di trattenuta dei corpi solidi galleggianti e una nuova passerella, entrambe a monte della galleria, oltre a un sistema di sbarramento regolabile dell’alveo del torrente e una imboccatura laterale per l’alimentazione dello scolmatore.

Il Segretario Generale ha poi partecipato al sopralluogo delle altre opere strategiche di Genova quali lo Scolmatore del Fereggiano e la copertura dello stesso Bisagno che sono ormai prossimi alla conclusione dei lavori.

 

 


“Prima defensio fit in silvis – Il bosco e la montagna a difesa delle calamità naturali”

Prima Defensio Fit in Silvis” è il titolo del convegno che si è svolto mercoledì 25 settembre a Vallombrosa, organizzato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, dal Comando Regione Carabinieri Forestale Toscana e dalla Congregazione Vallombrosa O.S.B., con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e dell’Agenzia per la Coesione Territoriale. Presenti l’assessore regionale della Toscana all’agricoltura e foreste Marco Remaschi, l’assessore regionale all’ambiente e difesa del suolo Federica Fratoni e il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Massimo Lucchesi. Non ha potuto partecipare all’incontro invece il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha però inviato una lettera sottolineando l’importanza del convegno.

Grande la partecipazione di professori, ricercatori, esperti di settore, tecnici delle Amministrazioni che hanno analizzato il ruolo strategico dei boschi nella difesa dal rischio idrogeologico.

Un’iniziativa che ha avuto al centro del confronto il rapporto tra foreste-ambiente-rischio idrogeologico, in una dialettica tra politica, mondo scientifico e operatori del settore che mai si era tenuta fino ad oggi.

Il dialogo e la collaborazione sono fondamentali in tale ambito, soprattutto da quando i cambiamenti climatici, con una certa frequenza, determinano eventi catastrofici. Spesso i boschi sono stati messi sotto accusa ma è innegabile che la gestione delle foreste, o meglio la loro scarsa gestione in una visione strategica, ha avuto delle ripercussioni su tutto ciò che sta a valle della montagna.

Per questo l’obiettivo del convegno non è stato quello di formulare unicamente interessanti spunti scientifici, bensì di instaurare un dialogo tra la comunità scientifica e il mondo amministrativo per sostanziare un nuovo approccio interdisciplinare, tradotto in direttive e strumenti per offrire al governo del territorio una base concreta su cui agire, finalizzata alla sistemazione, conservazione e recupero dell’ambiente, del suolo e delle acque nei bacini idrografici, da attuare attraverso la gestione e valorizzazione del bosco e della montagna.

Il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale – ing. Massimo Lucchesi – ha affermato che “Siamo orgogliosi di essere stati promotori, insieme al Comando Forestale dei Carabienieri e alla Congregazione Vallombrosana, di un convegno che mai prima di adesso aveva trattato il ruolo dei boschi e della montagna nella difesa dalle calamità naturali in un approccio multidisciplinare, mettendo attorno allo stesso tavolo politica, scienziati, università e amministrazioni pubbliche. Il territorio del Distretto, che comprende Toscana, Liguria e marginalmente l’Umbria, è coperto per il 50% da boschi ed è innegabile che questi siano determinanti nella gestione del rischio idrogeologico. Le politiche fino ad oggi intraprese devono essere la base su cui sviluppare le direttive emerse nel corso del convegno e queste sono quanto mai preziose dal momento che stiamo aggiornando e riordinando gli strumenti di pianificazione. La tropicalizzazione del nostro clima in seguito al climate change, con eventi di grande intensità e fortemente concentrati nello spazio, ci impone una seria riflessione su come affrontare le flash flood, identificando apposite linee guida per mitigare tali manifestazioni con interventi sia di tipo strutturale, come sistemazioni idraulico-forestali, che di specifiche azioni di tipo colturale e manutentivo volti a ridurre anche il trasporto solido e flottante. La stessa auspicata piantumazione di nuovi alberi, funzionale a combattere la crisi climatica e ad abbattere la CO2 nell’atmosfera, dovrà essere affrontata nella consapevolezza che le foreste possono avere ripercussioni anche negative nel manifestarsi dei fenomeni gravitativi o di dissesto idrogeologico; disporre di conoscenze e di linee guida condivise diventa, a maggior ragione, ancora più fondamentale nell’affrontare questa nuova ed affascinante sfida. Un altro aspetto che deve essere valutato con attenzione assieme alle Regioni riguarda le strategie da adottare per le aree boschive colpite da incendio, e quindi particolarmente vulnerabili, per ripristinare le condizioni ante disastro e per verificare il loro impatto sugli obiettivi della pianificazione distrettuale. Non da ultimo” – continua l’ing. Massimo Lucchesi – “le foreste si dimostrano estremamente importanti nel raggiungimento e nel mantenimento degli obiettivi qualitativi e quantitativi della risorsa idrica previsti dal Piano di Gestione, così come nella lotta alla desertificazione. In tal senso nell’attuale ciclo di pianificazione in materia di acque, che porterà all’approvazione del secondo aggiornamento del Piano di Gestione nel 2021, saranno messe a punto dall’Autorità di Bacino, di concerto con le Regioni competenti, specifiche linee guida per garantire la corretta attuazione delle misure dei Piani di Sviluppo Rurali – con interventi idraulico-forestali e silvo-ambientali – coerentemente con quanto richiesto dall’Europa”.


Convegno “PRIMA DEFENSIO FIT IN SILVIS – Il bosco e la montagna a difesa dalle calamità naturali” – 25 settembre ore 10:00 Abbazia di Vallombrosa

Alla presenza degli Assessori della Regione Toscana Federica Fratoni e Marco Remaschi e dell’Assessore Giacomo Giampedrone della Regione Liguria, si terrà mercoledì 25 settembre alle ore 10:00 presso l’Abbazia di Vallombrosa (Reggello – FI) il Convegno “PRIMA DEFENSIO FIT IN SILVIS – Il bosco e la montagna a difesa dalla calamità naturali”. Questo il programma del Workshop.

Organizzato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, dal Comando Regione Carabinieri Forestale Toscana e dalla Congregazione Vallombrosa O.S.B., con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Convegno approfondirà il ruolo strategico dei boschi nella difesa dal rischio idrogeologico.

Il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino – ing. Massimo Lucchesi – assieme al Colonnello Maurizio Folliero – Comandante della Regione Carabinieri Forestale Toscana – interverranno per illustrare questa nuova visione pienamente conforme alle politiche regionali idraulico-forestali e rivolta a tutti gli enti territoriali, consapevoli del valore primario e innovativo che essa rappresenta anche in funzione dei cambiamenti climatici in atto.

Numerosi professori, ricercatori, esperti di settore e tecnici delle Amministrazioni porteranno il loro contributo per approfondire i temi del Convegno.

 


Osservazione del Piano com

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