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Difesa del suolo: si rinnova la sinergia tra Autorità di Bacino e Regione Liguria Consentirà una migliore gestione del territorio e procedure semplificate

4 marzo 2021 Prorogati fino al 31 dicembre 2021 gli accordi tra Autorità di bacino e Regione Liguria in materia di difesa del suolo e tutela delle acque nel territorio dei bacini liguri da Imperia a La Spezia e del bacino del fiume Magra. Prosegue l’attività di collaborazione tra l’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale e la Regione Liguria che ha consentito in questi anni di gestire in modo efficace le problematiche del territorio in una nuova visione distrettuale. Una sinergia caratterizzata da un approccio che ha comunque consentito di salvaguardare il know how delle strutture esistenti come quella di Sarzana, sede dell’Autorità di bacino del fiume Magra e divenuta una delle tre sedi del distretto dell’Appennino Settentrionale.

«Insieme alla proroga, con questo rinnovato accordo è stato definito un percorso, fatto di step intermedi che, nel 2021, in parallelo alla stesura definitiva dei Piani di gestione in materia di acque e alluvioni, vedrà le regioni impegnate in prima fila insieme all’Autorità per arrivare ad un progressivo superamento dei Piani di assetto idrogeologico regionali ancora vigenti nel nuovo Piano di bacino distrettuale – spiega il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Massimo Lucchesi -. L’obbiettivo è quello di garantire una gestione sempre più omogenea e coordinata in materia di acqua, frane e alluvioni sull’intero territorio distrettuale, dalla Toscana alla Liguria». Un ulteriore passo verso quella semplificazione che da tempo è alla base delle riforme nella Pubblica amministrazione, in chiave di efficientamento dell’azione amministrativa.

«Con l’accordo sottoscritto confermiamo una collaborazione fattiva e proficua con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, già avviata nel 2018, che consente di sviluppare le attività di interesse comune in materia di difesa del suolo e di tutela quantitativa delle acque – commenta Giacomo Raul Giampedrone, assessore regionale Ambiente e Protezione Civile della Regione Liguria -. Con l’Accordo di oggi proseguiamo nel percorso intrapreso fino ad ora, definendo altresì il reticolo principale e secondario del fiume Magra e dei restanti bacini liguri tirrenici oltre che integrare la disciplina del Piano di Gestione Rischio Alluvioni (PGRA). Siamo certi che questa collaborazione consentirà una miglior gestione del territorio, oltre che una complessiva semplificazione delle procedure connesse».


Agricoltura e irrigazione, l’Autorità di Bacino partecipa al tavolo di ANBI Toscana Presentati i piani di gestione acque e alluvioni al mondo agricoltori

Anche l’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale ha partecipato al Tavolo Agricoltura&Irrigazione convocato nei giorni scorsi da ANBI Toscana per fare il punto sui fabbisogni del settore agricolo. Per l’Autorità di Bacino è intervenuto il Segretario Generale Massimo Lucchesi.

L’appuntamento ha offerto l’occasione per informare anche il mondo degli agricoltori dei progetti relativi al Piano di Gestione delle Acque (PGA) e al Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), mettendo a disposizione di tutti i dati ad oggi disponibili in merito al bilancio idrico dei corpi idrici del distretto, elaborati dall’Autorità. Adottati in via preliminare a dicembre scorso, i piani saranno definitivamente approvati nell’arco del 2021. Nell’incontro si è parlato anche degli obiettivi strategici dei due Piani nel quadro delle prospettive aperte dal Recovery Fund e dal Piano Invasi.

«Incontri di questo tipo sono importanti per fare il punto sulle conoscenze ad oggi disponibili – ha spiegato Massimo Lucchesi –. Dall’incontro è emersa la necessità di lavorare ad una sempre maggiore integrazione delle banche dati utilizzate dai vari enti. Da questo punto di vista il Piano di gestione ha un ruolo strategico, in quanto finalizzato a promuovere la sintesi tra più settori, in funzione della tutela della risorsa».

«C’è grande sinergia fra i Consorzi di Bonifica e l’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale, con il presidente Lucchesi – aggiunge Marco Bottino presidente di ANBI Toscana -. L’obbiettivo è quello di presentare una serie di progetti già definiti, e quindi più facilmente avallabili, nel quadro del Green New Deal, il piano europeo di risposta all’emergenza dei cambiamenti climatici che potrà essere finanziato con il Recovery Fund, per portare la Toscana ancor più in prima fila nella lotta al dissesto idrogeologico».


Le novità illustrate nell’ambito del tavolo del Contratto di Fiume della Pesa

Firenze, 23 febbraio 2021 – Presentati i piani di gestione per la salute dei fiumi e per il rischio di alluvioni dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale. A pochi giorni dal sopralluogo sul cantiere della cassa di laminazione del Bramasole, i firmatari del Contratto di Fiume del Torrente Pesa sono tornati a riunirsi in un incontro nell’ambito dell’Osservatorio dei Paesaggi Fluviali. Una riunione a distanza, convocato dal Comune di Montelupo Fiorentino, durante il quale i tecnici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale hanno presentato il Piano di Gestione delle Acque e il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni 2021-2027. Adottati in via preliminare a dicembre scorso, i piani saranno definitivamente approvati nell’arco del 2021, attraverso una fase di consultazione pubblica che durerà fino alla fine dell’estate.

«Non è un caso aver scelto di presentare i nostri strumenti pianificatori nell’ambito del tavolo di lavoro del contratto di fiume della Pesa – spiega Massimo Lucchesi, Segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale -. L’iniziativa dà il via alla fase di consultazione sui Piani di gestione, a cui l’Europa guarda da sempre con grande interesse, attraverso un primo confronto con gli addetti ai lavori: un importante banco di prova per la fase in cui i Piani saranno resi pubblici. In un anno così particolare, ancora caratterizzato dall’emergenza sanitaria, bisogna puntare su iniziative mirate come questa, per mettere a sistema le tante competenze e best practice presenti sul territorio. In modo che possano contribuire dal basso a definire la nuova governance delle risorse naturali alla base dei Piani di gestione».

«Il Contratto di fiume della Pesa – commenta Marco Bottino presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno – si rivela un ambito entro cui è possibile ragionare e condividere gli interventi ordinari più semplici così come le grandi previsioni strategiche che rendono più sicura e più bella l’intera vallata».

«Il Contratto di Fiume della Pesa, con la sua ricca compagine di attori istituzionali e non e ben coordinato dall’assessore all’ambiente Lorenzo Nesi, è luogo ideale per condividere i nuovi strumenti di pianificazione su acqua e rischio alluvioni – aggiunge il sindaco di Montelupo Fiorentino Paolo Masetti -. Il contenuto dei piani su cui si baseranno gli interventi dei prossimi sei anni è essenziale, perché gli obiettivi di contratto possano essere raggiunti. Da questo momento di partecipazione contiamo di far emergere osservazioni qualificate utili alla stessa Autorità di Distretto».


Toscana, 140% di pioggia in più degli ultimi 10 anni. Ma senza troppi disagi


Il dato è riferito al periodo 1° dicembre 2020 – 8 gennaio 2021. Gli aggiornamenti dell’ultimo week-end

Firenze, 26 gennaio 2020Tra dicembre 2020 e l’inizio di gennaio 2021 in Toscana è caduta una quantità di pioggia pari a circa dodici volte il volume d’acqua del lago Trasimeno. Ovvero circa il 140% in più della media degli ultimi 10 anni. Tuttavia, le precipitazioni sono state molto distribuite nel tempo e nello spazio. Anche per questo il territorio ha retto bene: nonostante il numero considerevole di frane (110) non si sono registrati infatti eventi alluvionali. Sono i dati principali che emergono dal report relativo agli eventi e ai dissesti avvenuti nella porzione toscana del distretto dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale nel periodo compreso tra il 1°dicembre 2020 e l’8 gennaio 2021. Il distretto interessa principalmente tre Regioni, Toscana, Liguria e Umbria, ma i territori toscani ne costituiscono la stragrande maggioranza: l’84% del distretto (20.300 kmq) è compreso in questa Regione.

Nel periodo di riferimento, la Toscana è stata oggetto di un periodo pressoché continuo di piogge (tranne che per una breve finestra a metà dicembre). Le precipitazioni hanno interessato praticamente tutto il territorio toscano distrettuale con cumulate da 200 a 300 mm di pioggia. Nell’area nord della regione, che comprende i bacini del Magra, del Serchio e i bacini appenninici che confluiscono in Arno, le cumulate hanno raggiunto valori di 900/1000 mm, in particolare nella valle del Serchio e nella dorsale appenninica. Il volume complessivo di pioggia che ha interessato il territorio toscano è di circa 7 miliardi di metri cubi: circa dodici volte il volume d’acqua del lago Trasimeno. Ovvero più del doppio rispetto al volume medio del periodo, considerando l’intervallo di tempo tra il 2009 e il 2019 (meno di 3 miliardi di metri cubi). In sostanza nel periodo considerato si è registrato circa il 140% in più della media degli ultimi 10 anni.

In termini di effetti al suolo, anche se il volume di acqua afferito al reticolo idrografico è stato estremamente importante, non si sono registrati eventi alluvionali. Questo perché la pioggia non ha avuto punte di particolare intensità e la sua azione si è diluita in maniera continua e costante, dando modo al sistema idraulico di smaltire gli effetti senza conseguenze particolarmente significative. Si sono registrate piene importanti, anche con superamenti del secondo livello di guardia (Serchio) ma senza esondazioni. Sono invece 110 le frane rilevate con movimentazione di materiale di varia entità e dimensioni, in prevalenza nel bacino del Serchio e nella dorsale appenninica. Per la maggior parte non si tratta di nuove frane ma soprattutto di riattivazione di dissesti avvenuti in passato, che erano in uno stato cosiddetto di potenziale instabilità (aree a pericolosità da frana elevata P3, ma non attive negli ultimi anni).

A fronte delle numerose frane avvenute, in particolare nella valle del Serchio, i danni hanno riguardato solo alcune aree limitate. Quella con maggiori conseguenze è stata la frana in località Lorenzana nel Comune di Crespina/Lorenzana (PI) dove sono state evacuate otto famiglie. Registrata anche la chiusura di strade comunali nei Comuni di Borgo a Mozzano (LU), Lucca, Fabbriche di Vallico (LU), Montespertoli (FI) e Bagno a Ripoli (FI). Infine, le piogge hanno causato anche il cedimento del rilevato stradale della SGC Firenze-Pisa-Livorno in località Il Chiuso, nel Comune di Lastra a Signa (FI). È stato necessario interrompere la viabilità in una corsia di marcia. Questo dissesto tuttavia non è riferibile propriamente a una frana, poiché si tratta di una rottura con conseguente collasso delle strutture in muratura che contenevano il rilevato stradale.

La zona che risulta più colpita è quindi quella del bacino del Serchio, dove anche nello scorso fine settimana si sono registrate le precipitazioni più intense, a ulteriore riprova che questa zona e quella appenninica sono al momento le più sensibili, anche in ragione delle forti cumulate di dicembre e primi di gennaio. L’evento più importante del fine settimana si è verificato nel Comune di Borgo a Mozzano (LU) nei pressi di Ponte del Diavolo dove una “colata rapida” di materiale terrigeno si è sviluppata lungo il versante in riva sinistra del Serchio, trascinando con sé alberi e coperture vegetali e abbattendosi sulla Statale 12 dell’Abetone, chiusa nelle settimane passate per lavori di sistemazione di erosioni fluviali. La frana si è sviluppata impegnando il versante per circa 200/300 metri partendo da un’altezza di circa 100 metri al di sopra della strada. Altri dissesti hanno interessato i Comuni di Bagni di Lucca, di Villa Basilica, di Pescaglia, provocando l’interruzione di strade provinciali e comunali.

«Gli elementi di maggior fragilità sul territorio toscano sono rappresentati dal sistema delle infrastrutture viarie – spiega Massimo Lucchesi segretario generale dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale – . Da un lato la rete viaria secondaria (nello specifico le strade comunali) sconta, in particolare nei territori di alta collina e montagna, le criticità derivanti da una collocazione di origine storica, la cui fragilità è sempre più evidente nel tempo. Dall’altro la rete principale, anche recente, necessita probabilmente di un’analisi mirata ad evidenziare le eventuali interferenze con le aree potenzialmente oggetto di fenomeni gravitativi. Per questo abbiamo portato all’attenzione del Ministero dell’Ambiente la strategicità di redigere uno studio ad hoc riferito alla probabilità di dissesto nella rete viaria principale. Anche sulla base di tale indagine gli enti gestori potrebbero procedere ad approfondimenti e individuare soluzioni operative per risolvere le criticità esistenti».


Rischio alluvioni: al via i nuovi piani dell’Autorità di Bacino Appennino Settentrionale

Pubblicato il  4/01/2021 sulla Nazione l’articolo sull’aggiornamento dei Piani di gestione per l’intero territorio dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale.

visualizza l’articolo della Nazione


Adottati i progetti di Piano di gestione delle acque e del rischio di alluvioni

Si è svolta ieri la Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità che ha adottato, all’unanimità, i progetti di PGA e PGRA.
Alla presenza dei Sottosegretari di Stato, On. Roberto Morassut e Sen. Salvatore Margiotta, del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Dr. Angelo Borrelli, e degli Assessori della Regione Toscana, Monia Monni, e della Regione Liguria, Giacomo Raul Giampedrone, il Segretario Generale dell’Autorità Massimo Lucchesi ha illustrato l’attività compiuta in questi anni che ha portato oggi all’ambizioso traguardo dell’adozione dei progetti di piano, come richiesto dall’Europa. “Si tratta di un lavoro lungo e complesso, per il quale ringrazio i tecnici regionali e del Ministero, che hanno collaborato con questa Autorità” – ha affermato Lucchesi. “Questo è un primo traguardo che però troverà il suo completamento nel corso del 2021, anche grazie all’attività di consultazione e informazione degli stakeholders. C’è, quindi, ancora tanto da fare. Per questo ringrazio sentitamente tutti i miei collaboratori che in questi mesi difficili hanno contribuito al perseguimento dell’obiettivo”. Sui documenti dei progetti di Piano è in corso la verifica di assoggettabilità a VAS e saranno attivate sin dal mese di gennaio varie forme di consultazione e informazione, anche online. “L’invito a tutti è di andare avanti sulla strada intrapresa, per arrivare a dicembre 2021 con due nuovi Piani di gestione per l’intero territorio distrettuale”, così ha concluso Massimo Lucchesi al termine dei lavori.


ULTIMO AGGIORNAMENTO 22 DICEMBRE 2020 – PUBBLICATI I PROGETTI DI PGA E PGRA

Si rende noto che, in attesa dell’imminente convocazione della Conferenza Istituzionale Permanente, che provvederà ad adottare il progetto di Piano di gestione delle acque – II aggiornamento e il Progetto di Piano di gestione del rischio di alluvioni – I aggiornamento, in data odierna è stata pubblicata sul sito dell’Autorità tutta la documentazione inerente ai suddetti progetti di Piano.
Per consultazione

Progetto di PGA

Progetto di PGRA