Author Archives: Marco Alossa

Misure urgenti Covid-19

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Alla luce degli ultimi provvedimenti e delle misure urgenti adottate dal
Governo in materia di contenimento e gestione dell’emergenza da
COVID-19, l’Autorità di bacino ha emenato un nuovo ordine di servizio –
il n. 6 del 24 marzo 2020 – che integra quanto previsto nei precedenti
ordini di servizio e aggiorna il personale incaricato di svolgere
attività indifferibili presso le sedi dell’ente nel periodo dal 24 marzo
al 3 aprile 2020.

Per qualsiasi informazione sulle attività e sulle pratiche, si prega di
contattare la sede di Firenze dell’Autorità, al numero 055-267431 o di
inviare una mail ai dirigenti responsabili delle aree tecniche e
amministrative dell’ente.

ORDINE SERVIZIO N. 6 DEL 24-03-2020


Chiusura uffici sede Lucca

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Si comunica che dalla data del 17.03.2020 gli uffici della sede di Lucca dell’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale resteranno chiusi fino a nuovo ordine di servizio, al fine di consentire l’espletamento di operazioni di sanificazione di tutti gli ambienti di lavoro, disposti con l’ordine di servizio n. 5 del 17.03.3030. Fino a nuova disposizione è fatto, pertanto, divieto a chiunque di accedere a detti locali.

ORDINE SERVIZIO N.5 DEL 17-03-2020


EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA COVID-19

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Con riferimento allo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 dichiarato il 31 gennaio 2020 e alle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza, adottate dal Governo con D.L. 23 febbraio 2020, n. 6, in attuazione di quanto disposto con successivi d.p.c.m. 8 marzo 2020, 9 marzo 2020 e 11 marzo 2020 e in coerenza con le direttive n.1/2020 e n.2/2020 del Ministro per la pubblica amministrazione, questa Autorità ha provveduto ad adottare gli ordini di servizio n. 2 del 6 marzo 2020, n. 3 del 10 marzo 2020 e n. 4 del 12 marzo 2020.

Negli stessi provvedimenti sono forniti indirizzi operativi per garantire la continuità delle funzioni amministrative in questa fase. In particolare nell’ultimo ordine di servizio del 12 marzo 2020, come previsto dal d.p.c.m. 11 marzo 2020, sono individuate le attività indifferibili per le quali è prevista la presenza in sede e il personale alle stesse assegnato, e sono attivate per il resto del personale dell’Autorità modalità flessibili di prestazione lavorativa fuori sede fino al 25 marzo 2020.

Ordini di servizio:

ORDINE di Servizio N. 2 DEL 6.03.2020

Ordine di Servizio N. 3 DEL 10.03.2020

Ordine di Servizio N. 4 DEL12.03.2020

 

Decreto #IoRestoaCasa

 


Limitazioni accesso uffici

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Si rende noto che in attuazione delle misure adottate per la prevenzione, il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sono al momento sospese riunioni che prevedano la presenza di persone esterne all’amministrazione presso i locali dell’Autorità nonchè i ricevimenti al pubblico se non previamente autorizzati dal Segretario generale o dai dirigenti competenti.


PROTERINA-3Évolution

Nella cornice di Palazzo Ducale a Genova si è svolto l’evento di chiusura del Progetto PROTERINA-3Évolution che ha visto coinvolte le regioni italiane Liguria, Toscana, Sardegna e francesi della Corsica e Paca. L’incontro, al quale ha partecipato anche l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale è stata l’occasione per confrontarsi con gli altri partner sui risultati raggiunti riguardo le buone pratiche utili per migliorare la capacità di risposta del territorio nei confronti del rischio alluvione. Attraverso il progetto è stato possibile affrontare il tema della comunicazione del rischio ai cittadini e la creazione di una rete osservativa, l’installazione dei radar meteorologici e la creazione dei centri funzionali.

 

 


Conferenza Istituzionale Permanente del 20 dicembre 2019

Adottati all’unanimità nuovi strumenti di Piano
Venerdì 20 dicembre si è tenuta a Roma presso il Ministero dell’Ambiente la Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di bacino.
Sotto la presidenza del Sottosegretario Roberto Morassut, delegato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, presenti il Sottosegretario per i Beni Culturali Anna Laura Orrico e il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borelli nonché i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e, in videoconferenza, quelli delle regioni Toscana e Liguria, il Segretario Generale Massimo Lucchesi ha presentato i nuovi strumenti pianificatori messi a punto dall’Autorità e portati all’attenzione della Conferenza Istituzionale per l’adozione.
In particolare è stata data comunicazione del lavoro già svolto e di quello ancora in corso per l’aggiornamento del quadro conoscitivo ex art. 5 della direttiva quadro acque, funzionale all’aggiornamento del Piano di gestione acque ed è stata adottata, sia per la parte acque che per quella alluvioni, la Valutazione globale provvisoria dei principali problemi di gestione delle acque del distretto. Ai sensi della direttiva 2007/60/CE è stato, inoltre, adottato l’aggiornamento delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni.
Infine un particolare apprezzamento è stato rivolto al lavoro che l’Autorità distrettuale ha portato avanti sin dalla sua costituzione per la redazione e l’adozione di un nuovo progetto di Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico per la gestione del rischio da dissesti di natura geomorfologica. Il lavoro ha visto il coinvolgimento attivo di tutte le Regioni del distretto, del Dipartimento di protezione civile e del Ministero dell’ambiente nella messa a punto di indirizzi e criteri condivisi già a livello distrettuale, ancorchè il nuovo PAI “dissesti geomorfologici” interessi al momento i soli bacini interamente ricadenti nel territorio toscano e umbro. Positiva soddisfazione è stata espressa da tutti i presenti per i passi compiuti dall’Autorità verso la progressiva omogeneizzazione di approccio a scala distrettuale e il costante aggiornamento del quadro conoscitivo che l’Autorità, attraverso i suoi strumenti, è oggi in grado di garantire.


Presentato il volume dal titolo “La Falda di Prato”

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“La Falda di Prato” è il secondo volume di una di una collana che Publiacqua ha deciso di realizzare per informare gli Amministratori, i Consiglieri Comunali ed i principali stakeholder dei 45 comuni dove la società opera su quelle che sono le caratteristiche principali del servizio erogato. Quali sono le fonti di approvvigionamento, qual è la qualità delle acque alla loro origine, quali processi di trattamento sono necessari perché questa importante risorsa possa essere distribuita alla popolazione dal pubblico acquedotto.

A presentare il volume Matteo Biffoni, Sindaco del Comune di Prato, Claudio Lubello, Professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Firenze e coautore del volume, Lorenzo Perra, Presidente di Publiacqua, Simone Barni, Vice Presidente di Publiacqua, Alessandro Mazzei, Direttore Generale dell’Autorità idrica Toscana. Presenti anche gli altri coautori del libro, Marco Doveri e Matia Menichini (IGG-CNR), Silvia Angelini (West Systems srl), Francesco Consumi, Giovanni Montini e Isabella Bonamini (Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale), Armando Miniati e Tania Macchi (Publiacqua), Barbara Ferri (Autorità Idrica Toscana).

LO STUDIO

Lo studio sulla Falda di Prato è stato realizzato per iniziativa del Comune di Prato, dell’Autorità Idrica Toscana, l’Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale, il CNR, l’Università di Firenze e di Publiacqua.  Il suo scopo è quello di “fotografare” lo stato idrico ed ambientale di questa risorsa che ha avuto un ruolo primario nella nascita e nello sviluppo della città di Prato e, successivamente, della sua industria tessile. L’evoluzione della Falda è infatti fortemente connessa alla storia economica del distretto industriale pratese. Negli anni del grande sviluppo industriale della città gli attingimenti, superiori alle capacità di ricarica, determinarono un forte e, in alcuni casi, preoccupante abbassamento dei suoi livelli. Accanto al depauperamento quantitativo, però, altro fenomeno da non sottovalutare, si manifestò, negli stessi anni a un impoverimento qualitativo connesso a un forte inquinamento, evidente anche negli anni successivi quando, a causa delle crisi tessile, il livello dell’acqua presente nella Falda è risalito.