Premessa
Sebbene il piano di tutela, di cui al d. lgs. 152/99, sia in qualche misura un antesignano del piano di gestione, ed abbia una struttura abbastanza simile ad esso, le differenze tra i due piani sono notevoli, in relazione alle diverse prescrizioni (spesso più rigorose) che la normativa comunitaria fornisce rispetto al decreto. I piani di tutela ed i piani di gestione hanno la medesima struttura logica. All’interno di ambedue, i passaggi logici fondamentali sono gli stessi, e sono i seguenti: - caratterizzazione (individuazione) dei corpi idrici;
- identificazione dello stato di qualità di ognuno dei corpi idrici;
- individuazione degli obiettivi di qualità e delle misure atte a far conseguire ai corpi idrici gli obiettivi preventivati.
Le differenze tra i piani si misurano tutte all’interno di questi punti fondamentali. L’individuazione delle pressioni e degli impatti, le procedure di monitoraggio, l’analisi economica, e tutti gli altri aspetti di grande rilevanza che i recensori individuano quali elementi discriminanti per le analisi di comparazione tra la direttiva ed il decreto legislativo, vanno, forse più efficacemente, inquadrate all’interno di queste grandi tre fasi, comuni ad ambedue le tipologie di piano. [1 - continua]
|
Esprimi il tuo parere, formula la tua domanda, sottoponi la tua osservazione. Ogni contributo sarà prezioso per la formazione del Piano di gestione, e verrà attentamente valutato. Se vuoi, puoi lasciare i tuoi riferimenti, e dirci se il tuo contributo può essere direttamente pubblicato su questo sito. |