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Per capirci di più

Guida al Piano di Gestione

Premessa

Sebbene il piano di tutela, di cui al d. lgs. 152/99, sia in qualche misura un antesignano del piano di gestione, ed abbia una struttura abbastanza simile ad esso, le differenze tra i due piani sono notevoli, in relazione alle diverse prescrizioni (spesso più rigorose) che la normativa comunitaria fornisce rispetto al decreto.

I piani di tutela ed i piani di gestione hanno la medesima struttura logica. All’interno di ambedue, i passaggi logici fondamentali sono gli stessi, e sono i seguenti:

  1. caratterizzazione (individuazione) dei corpi idrici;
  2. identificazione dello stato di qualità di ognuno dei corpi idrici;
  3. individuazione degli obiettivi di qualità e delle misure atte a far conseguire ai corpi idrici gli obiettivi preventivati.

Le differenze tra i piani si misurano tutte all’interno di questi punti fondamentali.

L’individuazione delle pressioni e degli impatti, le procedure di monitoraggio, l’analisi economica, e tutti gli altri aspetti di grande rilevanza che i recensori individuano quali elementi discriminanti per le analisi di comparazione tra la direttiva ed il decreto legislativo, vanno, forse più efficacemente, inquadrate all’interno di queste grandi tre fasi, comuni ad ambedue le tipologie di piano.

[1 - continua]


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Uno dei corpi idrici
CodiceCI_N002AR421fi
NomeTORRENTE BAGNOLO (3)
CategoriaFiumi
SubunitàARNO
RegioneTOSCANA
Tipo10IN7N
NaturaNaturale
Statosufficiente
Obiettivobuono al 2021
I Contenuti del Piano
Caratteristiche del Distretto
Pressioni e impatti
Cambiamento climatico
Aree protette
Monitoraggio
Obiettivi ambientali
Analisi economica
Programma di misure
Repertorio programmi e piani
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