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Il Piano di Gestione

Una Presentazione

 

Il Piano di Gestione delle Acque, oltre che un esempio di pianificazione strategica che la Direttiva Europea 2000/60 prevede debba essere redatto e pubblicato entro la fine del corrente anno, rappresenta un’opportunità per coinvolgere i tanti portatori di interesse istituzionali, realtà associative e singoli cittadini, in un percorso di valorizzazione e tutela della risorsa idrica, dei nostri fiumi, al fine di migliorarne le condizioni di uso e la qualità, in un’ottica non di mera preservazione dell’esistente, bensì di fruizione sostenibile.

L’evoluzione del concetto di tutela della risorsa si è mossa da azioni volte alla riduzione degli inquinanti nei processi produttivi, per passare a misure che permettessero compatibilità tra le pressioni antropiche e corpi idrici, per giungere, infine, ad azioni che incidano direttamente sul modello di sviluppo, correggendolo nell’ottica della sostenibilità ambientale.

La necessità invocata dalla Direttiva di integrare maggiormente la protezione e la gestione sostenibile delle acque in altre politiche comunitarie, come la politica energetica, dei trasporti, la politica agricola, la politica della pesca, la politica regionale e in materia di turismo, rende altresì evidente che le correzioni da apportare alle politiche energetiche, agricole, industriali, ecc., coinvolgono uno spettro molto ampio di portatori di interesse, che spaziano dalle imprese, ai lavoratori occupati, ai privati cittadini ed alle associazioni che rappresentano gli interessi ambientali in senso stretto. L’obiettivo che con questa presentazione ci poniamo è quello di sensibilizzare i cittadini, le associazioni e le istituzioni, al fine di renderli consapevoli del significato della pianificazione di gestione, di promuovere un’informazione mirata e puntuale che crei le condizioni affinché la partecipazione non resti uno slogan e che possa espletarsi nel modo corretto. La cultura del fiume, elemento identificativo delle comunità rivierasche, è una priorità da preservare e sviluppare anche attraverso la concertazione e la condivisione delle scelte. In questo senso, il rapporto con il sistema delle associazioni, a cominciare da quelle sportive che vivono il fiume, il mondo del volontariato e le tante istanze cui è affidata la partecipazione dei cittadini, costituisce un momento di confronto importante che integra e completa il rapporto istituzionale con le diverse amministrazioni.

Queste ultime, nell’ambito delle rispettive competenze, a cominciare dalla Regione che ha il ruolo più significativo, dovranno garantire una costante collaborazione ad un Piano che, di per sé, non rappresenta la fine ed il risultato "cartaceo" di uno studio e di un lavoro, ma è, ancor prima, l’inizio di un percorso destinato a svilupparsi ed a prendere forma con gli anni a venire, che riorganizzerà e disciplinerà, attualizzandolo, il complesso scenario della pianificazione e del governo della risorsa idrica nel suo insieme.

Ecco perché la fase della partecipazione assume una valenza particolare: fruibilità della risorsa che non sia solo sinonimo di utilizzo e sfruttamento della stessa, bensì di rispetto e godimento, in una parola fruibilità sostenibile. Ciò presuppone la coscienza dello stato dell’arte, la consapevolezza del quadro conoscitivo attuale ma, anche e direi soprattutto, la conoscenza informata della evoluzione e delle relative conseguenze che alcune scelte di pianificazione e gestione determinano nel futuro a breve e medio termine.

Il Piano di gestione, così come individuato dalla Direttiva e dalla recente normativa nazionale, comprensivo sia della regolazione che della gestione, si caratterizza per l’ampiezza e per i suoi effetti non soltanto di tutela ma anche gestionali, assumendo significativi risvolti finanziari che pongono problematiche di tipo nuovo rispetto alle altre pianificazioni che insistono sul territorio in materia di programmazione e gestione della risorsa idrica.

Con il recente decreto ambiente, al fine di accelerare la redazione dei Piani di Gestione di cui alla citata Direttiva entro la fine del corrente anno (22 dicembre 2009), allo scopo di evitare la procedura di infrazione comunitaria, il legislatore ha attribuito alle Autorità di bacino nazionali il compito di coordinare i contenuti e gli obiettivi del futuro Piano di gestione. Quest’ultimo, dovendo essere redatto per ciascun distretto idrografico, assume una dimensione territoriale ben più ampia di quella del bacino idrografico (come avviene per il Piano di bacino) e dello stesso confine regionale (come invece avviene per il Piano di tutela).

Nel caso del nostro distretto - Appennino Settentrionale - l’Autorità di bacino dell’Arno si troverà ad occuparsi di un territorio di circa 40.000 kmq, che interessa principalmente le regioni Liguria, Emilia-Romagna, Marche, ovviamente Toscana, e in misura minore, Piemonte, Umbria e Lazio. Il Distretto confina a ovest con il Distretto Internazionale del Rodano, a nord con il Distretto internazionale del Po, a sud con il Distretto nazionale dell’Appennino Centrale.

Il Piano rappresenta dunque un atto pianificatorio al quale per legge non possiamo sottrarci e in relazione a cui sentiamo tutto l’onere e l’onore della responsabilità che ci è stata affidata, ma rappresenta ancor prima un’opportunità per i nostri fiumi, la nostra risorsa, l’ecosistema, l’ambiente, in generale, che non possiamo permetterci di farci sfuggire.

Il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino del Fiume Arno
Dott.ssa Gaia Checcucci

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Il Segretario Generale Dott.ssa Gaia Checcucci
Ultime novità inserite
.: appuntamenti
River Flow 2010 International Conference on Fluvial Hydraulics
.: normativa
Valutazione e gestione dei rischi di alluvioni
.: portale
Attuazione della Direttiva in Europa
Uno dei corpi idrici
CodiceCI_R000OM236fi
NomeFOSSO DELLE RAUNATE
CategoriaFiumi
SubunitàOMBRONE - FIORA
RegioneTOSCANA
Tipo11IN7N
NaturaNaturale
Statobuono
Obiettivobuono al 2015
I Contenuti del Piano
Caratteristiche del Distretto
Pressioni e impatti
Cambiamento climatico
Aree protette
Monitoraggio
Obiettivi ambientali
Analisi economica
Programma di misure
Repertorio programmi e piani
Informazione e consultazione pubblica
Autorità competente
Referenti e procedure
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