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Contenuti del Piano

Obiettivi ambientali

 

La documentazione a livello di Distretto relativa agli obiettivi di qualità ambientale e funzionale deriva in buona misura dalle previsioni contenute nei Piani di Tutela delle Acque regionali. Peraltro, in via generale tale attività pianificatoria si è avviata e in molti casi, conclusa, in vigenza del d. lgs. n. 152/1999. Tale decreto, pur fortemente ispirato alla proposta di direttiva quadro per l’azione comunitaria in materia di acque (approvata poi nel 2000), fornisce indicazioni in relazione allo stato di qualità dei corpi idrici coerenti alla direttiva nelle finalità generali, volte a garantire una considerazione ecosistemica del territorio, non è completamente allineato nelle impostazioni metodologiche. La reimpostazione delle attività tecniche in relazione alla classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici avviene con il recepimento, anche se non puntuale, della direttiva quadro nel d. lgs. n. 152 del 3 aprile 2006, che contiene la metodologia per la caratterizzazione dei corpi idrici, per il monitoraggio e per la classificazione delle acque, basata su criteri scientifici e innovativi, anche se non di immediata attuazione. In particolare la direttiva prevede una definizione dello stato dei corpi idrici attraverso un approccio ecosistemico allargato a più elementi biologici, ognuno sensibile ad impatti specifici, e quindi una valutazione di macrofite, fithobentos, fitoplancton, fauna ittica nonché l’analisi delle condizioni idromorfologiche. Introduce comunque elementi di maggior flessibilità, prevedendo ad esempio per le acque sotterranee la possibilità di definire, per ogni corpo idrico individuato, valori di soglia su cui basare la classificazione dello stato chimico in funzione delle caratteristiche idrochimiche e strutturali del corpo idrico stesso. Risulta comunque necessario procedere, a livello distrettuale, ad un allineamento tra le indicazioni del 152/99 e gli indirizzi comunitari, sottolineando come l’impianto normativo del primo abbia consentito di ottenere importanti risultati e di acquisire un patrimonio di cognizioni e informazioni essenziali anche ai fini della corretta attuazione della Direttiva e redazione del primo Piano di Gestione. Si tratta quindi di attivare e acquisire, ove già disponibili, i risultati della tipizzazione dell’estensione del monitoraggio a nuove componenti biologiche, morfologiche nonché chimico-fisiche e quindi la definizione degli obiettivi ambientali.

 
Metauro alla foce (Fano) - [33.315 Kb]
Ultime novità inserite
.: appuntamenti
River Flow 2010 International Conference on Fluvial Hydraulics
.: normativa
Valutazione e gestione dei rischi di alluvioni
.: portale
Attuazione della Direttiva in Europa
Uno dei corpi idrici
CodiceCI_N002AR291fi
NomeFOSSO MONACO
CategoriaFiumi
SubunitàARNO
RegioneTOSCANA
Tipo11EF7N
NaturaNaturale
Statobuono
Obiettivobuono al 2015
I Contenuti del Piano
Caratteristiche del Distretto
Pressioni e impatti
Cambiamento climatico
Aree protette
Monitoraggio
Obiettivi ambientali
Analisi economica
Programma di misure
Repertorio programmi e piani
Informazione e consultazione pubblica
Autorità competente
Referenti e procedure
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