Il monitoraggio della matrice acqua nelle sue varie forme all’interno dei territori del Distretto Idrografico Appennino Settentrionale vede la compresenza di numerosi Enti competenti. Questo è essenzialmente dovuto al fatto che la normativa vigente incarica le Regioni, tramite la redazione dei Piani di Tutela, di pianificare il monitoraggio dei corpi idrici in funzione del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale e degli obiettivi di qualità per specifica destinazione. Data la conformazione fisico-amministrativa del Distretto idrografico, composto da numerosi bacini principali i quali possono ricadere in unica regione, ma anche in 2 o 3 regioni diverse, ciò comporta una pluralità di Soggetti referenti per le azioni di monitoraggio stesso, essendo 5 le regioni competenti, che a loro volta affidano la gestione dei vari settori o rami di monitoraggio alle rispettive agenzie regionali protezione ambiente (ARPA), o a specifici centri funzionali dell’amministrazione regionale stessa. Oltre a ciò bisogna considerare che le reti di monitoraggio di cui si tratta nel presente documento presentano finalità diverse per le varie categorie di corpo idrico, metodologie operative diverse, e, aspetto da non sottovalutare, diversa rilevanza delle tematiche presenti nei vari bacini idrografici. Ciò può riflettersi in una certa disomogeneità delle reti rilevate quando si osservino alla scala del Distretto idrografico, sia in termini di dettaglio spazio/temporale, sia per presenza e quantità di dati storici. |