Il distretto dell’Appennino settentrionale si colloca geograficamente nel sistema delle Catene alpine del Mediterraneo centrale. Se ci soffermiamo un attimo su alcuni aspetti geologici, ovvero a come si sono formati questi territori, si nota che l’area mediterranea posta tra Baleari e mar Egeo e mar Nero, deriva dalle complesse fasi che appartengono all’evoluzione strutturale della cosiddetta "Neotetide" e dei suoi margini europei ed africani. Siamo nell’ambito della tettonica delle placche e di quella particolare sua applicazione nell’ambito del bacino mediterraneo e dei rilievi montuosi, tutti peculiari e con caratteristiche fisiografiche molto diverse tra loro, che lo circondano. L’Italia è posta al centro di tale contesto e la catena appenninica rappresenta l’ossatura della penisola. Con l’evoluzione della catena appenninica si sono do conseguenza formati tutti i numerosi bacini idrografici, di ridotte e medie dimensioni - consideriamo che il bacino appenninico di maggior superficie è quello del Tevere con 18.000 km2 - che occupano l’Italia a sud del Po, facendone sia la fortuna sotto l’aspetto paesaggistico e ambientale, con luoghi di incomparabile bellezza, che la sfortuna per ciò che riguarda l’estrema complessità idrogeologica con effetti spesso devastanti per ciò che riguarda alluvioni e frane. Se torniamo ancora alle questioni geologiche, notiamo che la catena appenninica si divide sostanzialmente in Appennino settentrionale, Appennino centro-meridionale e Arco calabro-peloritano. Tali divisioni sono basate su importanti differenze, di carattere sia strutturale che stratigrafico, delle tre porzioni appenniniche, oltre che da notevoli differenze litologiche e fisiche dei terreni che vi affiorano. Inoltre diversi sono anche i regimi climatici che appartengono alle tre aree. Anche se può sembrare per certi versi paradossale, tuttavia, in tutta questa complessità, bacini idrografici quali ad esempio l’Arno e il Reno - distretto dell’Appennino settentrionale - o il Volturno e l’Agri - distretto dell’Appennino meridionale - pur confluendo in porzioni ben diverse del Mediterraneo, presentano caratteri geologici e fisiografici non poi così distanti. Proprio da queste considerazioni di carattere geologico e strutturale nascono i distretti appenninici italiani. Tale scelta, anche se criticabile sia per alcuni aspetti prettamente tecnici di natura idrologica, che, sopratutto, per gli aspetti gestionali che ne conseguono, trova probabilmente la sua base nella considerazione che la geologia regionale che ha governato l’evoluzione appenninica, in un certo qual modo accomuna i distretti e ne disciplina e ne differenzia le caratteristiche. |