Il bacino pilota dell’Ombrone Pistoiese

L’area pilota prescelta per la fase di sperimentazione dei metodi di determinazione della pericolosità e del rischio che poi saranno applicati in tutto il bacino dell’Arno è il bacino idrografico dell’Ombrone Pistoiese. L’Ombrone è un affluente di destra dell’Arno nel quale si immette alcuni chilometri a valle dell’area urbana fiorentina. Nell’immagine che segue trovate alcune informazioni relative al bacino dell’Ombrone.

Nel Comitato Tecnico del 30 novembre 2011 è stato illustrato ed approvato il lavoro svolto dalla segreteria tecnica. Tale lavoro ha portato sia alla definizione delle nuove pericolosità ai sensi del PAI (Piano Stralcio Assetto Idrogeologico), sia alla definizione delle pericolosità idrauliche secondo quanto richiesto dalla direttiva alluvioni. E’ stato sviluppata una modellazione idraulica in moto vario quasi-bidimensionale che ha interessato 25 tratti fluviali, per un totale di 158 chilometri di aste, con un’area finale di restituzione di circa 210 chilometri quadrati. Inoltre sono stati definiti i livelli di acqua attesi per ogni scenario di evento, le aree di transito e di accumulo con le relative soglie di velocità. E’ stata anche definita la predisposizione potenziale degli argini in terra al cedimento e la predisposizione dell’intero bacino al verificarsi di eventi intensi e concentrati che possono portare all’innesco di frane, debris flow e flash flood.

I risultati dello studio, espressi in termini di aree allagate in funzione dei tempi di ritorno previsti dalla Direttiva 2007/60 CE, possono essere visualizzati tramite un progetto webgis all’indirizzo:Ombrone 2007/60 CE. Nel progetto è possibile scendere nel dettaglio della perimetrazione; la base cartografica di riferimento è la Carta Tecnica Regionale Toscana in scala 1:10.000.

Le immagini seguenti invece illustrano i risultati del lavoro svolto in termini di livelli attesi  e velocità nelle aree allagabili per ogni scenario di riferimento (Tr 30 anni, Tr 200 anni e maggiore di 200 anni). Inoltre, sono state definite ulteriori pericolosità poteziali relative sia alla propensione al dissesto arginale, sia alla propensione al verificarsi di fenomeni tipo flash flood.

Nell’immagine precedente si nota la distribuzione delle aree allagabili secondo gli scenari presi a riferimento: Tr 30, Tr 200, Tr maggiore di 200 anni. Tale cartografia può essere analizzata nel dettaglio tramite il progetto webgis sopra richiamato.

Le immagini seguenti invece illustrano, sempre per il fondovalle dell’Ombrone, i battenti attesi e le aree di trasferimento e di accumulo che pertanto rappresentano aree a diversa velocità. I dati sono rappresentati in riferimento allo scenatio di tempo di ritorno considerato.

L’immagine che segue invece rappresenta la propensione al dissesto del reticolo idrografico arginato presente nel bacino. I corsi d’acqua della fondovalle dell’Ombrone presentano in massima parte dei rilevati arginali in terra, realizzati nel corso dei secoli. Attraverso un metodo speditivo basato sulle dimensioni geometriche del rilevato, sull’andamento planimetrico del corso d’acqua e sulla subsidenza del terreno rilavata mediante dati da satellite, è stato possibile ricavare un indice della propensione al cedimento arginale.

Nella documentazione bacino pilota Ombrone è possibile trovare la relazione in cui viene descritto nel dettaglio il metodo utilizzato.

Nell’immagine seguente è invece rappresentata una prima elaborazione della propensione al verificarsi, sempre nel bacino dell’Ombrone, di eventi intensi e localizzati tipo flash flood. La metodologia è stata messa a punto dall’AdB Arno e consiste nel vedere quale è la risposta del reticolo all’accadimento di eventi di pioggia con durata sotto l’ora ed intensità superiore a 50 mm.

Al momento la segreteria tecnica sta procedendo alla determinazione delle mappe di rischio per l’intera area soggetta a pericolosità. In tal senso è stata prodotta una prima cartografia inerente la distribuzione degli elementi a rischio, secondo quanto richiesto da direttiva e decreto di recepimento, che è possibile visualizzare nella mappa seguente.

In tale mappa sono rappresentate le classi di uso del suole ricavate da  Corine Land Cover  e altri elementi sensibili quali infrastrutture ferroviarie e stradali principali, ospedali, scuole, aree protette (SIC, ZPS), impianti produttivi particolarmente impattanti (IPPC). Tale mappa dovrà essere integrata con ulteriori informazioni in merito ai beni culturali.

Nella sezione documentazione bacino Pilota dell’Ombrone è possibile consultare e scaricare i documenti e le relazioni tecniche inerenti il percorso svolto e le attività in corso.