Il distretto

Il territorio compreso nel Distretto dell’Appennino Settentrionale copre una superficie pari a 38.131 kmq, e interessa 7 regioni: Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Toscana, Lazio, Umbria e marginalmente il Piemonte.

 

Il territorio del Distretto

Il territorio del Distetto

Dichiarazione di sintesi

In relazione agli adempimenti relativi al parere di Valutazione Ambientale Strategica sono disponibili i documenti riguardanti la dichiarazione di sintesi nella quale si illustra il modo in cui le considerazioni ambientali sono state integrate nel Piano, le modalità in cui si è tenuto conto del Rapporto Ambientale e degli esiti delle consultazioni:

 

Dichiarazione sintesi Vas di febbraio 2011 

Parere n 425 VAS 

Matrice misure di monitoraggio 

Adempimenti direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri il decreto legislativo 10 dicembre 2010, n. 219 (Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonché modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque).
Il decreto, all’art. 4, prevede che le Autorità di Bacino di rilievo nazionale, nelle more della costituzione delle autorità di bacino distrettuali di cui all’articolo 63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, provvedano a:

  • all’aggiornamento dei piani di gestione previsti all’articolo 13 della direttiva 2000/60/CE;
  • all’adempimento degli obblighi previsti dal decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 (attuazione della Direttiva Alluvioni).

Il collegamento alla sezione normativa del nostro sito.

Valutazione e gestione dei rischi di alluvioni

Il decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 "Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni" è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2010. In particolare l’articolo 3 attribuisce alle autorità di bacino distrettuali competenze specifiche nella materia oggetto del provvediemento.

Il Decreto Legislativo 23 febbraio 2010, n. 49

Attuazione della Direttiva in Europa

La Commissione Europea ha aggiornato la mappa sullo stato di avanzamento della attuazione della Direttiva Quadro delle Acque, differenziato per i diversi paesi membri.

L’Italia rientra nel novero dei paesi che risultano aver raggiunto l’obiettivo della pubblicazione del Piano di Gestione nei tempi prestabiliti.

Il Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale ringrazia tutti gli stakeholder per aver contribuito a questo importante risultato.

.: Il collegamento alla pagina della Commissione Europea dedicata allo stato di avanzamento generale.

.: Il collegamento alla pagina della Commissione Europea dedicata allo stato di avanzamento in Italia, con evidenziato il Piano di Gestione del Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale.

Adozione del Piano di Gestione

Firenze, 25 febbraio 2010. Si è tenuta ieri al Ministero dell’Ambiente a Roma l’adozione del Piano di Gestione delle acque, predisposto dall’Autorità di bacino dell’Arno, alla presenza dei Sottosegretari dei Ministeri dell’Ambiente, delle Infrastrutture, delle Politiche agricole, dei Beni e attività culturali e dei rappresentanti delle Regioni comprese nel Distretto Appennino Settentrionale: Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio e Piemonte.

Tale piano è il più importante strumento di pianificazione per la gestione della risorsa idrica nell’ottica di governo unitario ed integrato di tutti gli usi delle acque – idropotabile, irriguo e industriale – finalizzato al raggiungimento, nel 2015, dell’obiettivo di “stato buono” dei corsi d’acqua. Il piano si compone di un dettagliato quadro conoscitivo organizzato e rielaborato in linea con gli standard europei e secondo quanto prescritto dalla direttiva “acque”, che è poi il principale riferimento normativo per la protezione e il corretto uso delle acque.

Il piano organizza i 1700 corpi idrici individuati dalla Liguria fino alle Marche – acque superficiali, sotterranee e costiere – in un’unica banca dati in cui per ogni singolo corpo idrico è associata la sua localizzazione, il suo stato di salute e gli interventi necessari per raggiungere lo stato buono e consentirne il corretto utilizzo. Tutto ciò, supportato dalla “analisi economica”: per la prima volta la sostenibilità ambientale e sociale degli interventi da attuare dovrà coniugarsi con la sostenibilità economica e finanziaria. Nel rispetto del principio “chi inquina paga” e del criterio del “recupero dei costi” – compresi quelli ambientali – è stata elaborata una metodologia che, sulla base di un sistema integrato di indicatori, consentirà la valutazione della sostenibilità. Attraverso una successiva attività di benchmarking, tecnica per misurare e incrementare le performance di una pubblica amministrazione, sarà quindi possibile una comparazione nel tempo e nello spazio dell’efficacia delle misure prese.

“La valutazione costi/benefici sulla base dei risultati che l’analisi economica evidenzierà – afferma il Segretario Generale, Gaia Checcucci – rappresenta l’avvio di un approccio innovativo in materia di governo della risorsa in cui gli interventi che si individueranno, ed il loro livello di priorità, saranno il risultato di valutazioni non solo tecniche ma anche di natura economico-finanziaria. In questo contesto la sostenibilità rappresenta la miglior garanzia dell’efficacia delle misure intraprese e la certezza della loro attuazione. Infine, – conclude Checcucci – “il piano è un primo importante passo per la nascita della futura Autorità di distretto, trasformazione che avverrà nel corso dell’anno”.

Sono in linea i documenti del Piano di Gestione Collegamento alla pagina dedicata.

Direttiva quadro sulle Acque 2000/60/CE

Pubblicati documenti e informazioni sullo stato delle attività per la tutela delle risorse idriche nazionali
La direttiva 2000/60/CE istituisce il quadro per l’azione comunitaria in materia di acque attraverso l’introduzione di un approccio innovativo, tanto dal punto di vista ambientale, quanto amministrativo-gestionale.
La direttiva si propone di proteggere tutte le acque (fiumi, laghi, acque costiere e acque sotterranee) e stabilisce obiettivi ambiziosi per garantire che tutte le acque raggiungano, entro il 2015, la condizione di "buono stato" e mantengano lo "stato elevato".
Essa richiede che i singoli Stati Membri affrontino la tutela delle acque a livello di bacino idrografico. L’unità territoriale di riferimento per la gestione del bacino è individuata nel distretto idrografico. Il 2009 ha rappresentato un anno cruciale. Sono state condotte, infatti, per ciascun distretto idrografico, le attività per la predisposizione del piano di gestione, che rappresenta il principale strumento di programmazione/attuazione della direttiva, individuando il programma di misure da mettere in atto per il raggiungimento degli obiettivi ambientali.
La direttiva riconosce il ruolo attivo di tutte le parti interessate nella formazione dei piani prevedendo specifiche fasi di consultazione pubblica.
A gennaio 2010 si sono concluse le attività di consultazione pubblica dei progetti di piano e le autorità di bacino nazionali, insieme alle regioni Sicilia e Sardegna, stanno completando le attività di recepimento delle osservazioni pervenute in vista dell’adozione, entro il 28 febbraio 2010.

Il sito dedicato